la depressione rende irriconoscibile?

    DOMANDA

    Salve,volevo un consulto riguardo un problema di mio marito.Sono sposata da 17 anni ed ho 2 figli di 16 e 11 anni mio marito ha 46 anni.Il 27/07 u.s. se n’è andato di casa dicendo che non sopportava più la mia presenza e non riusciva più a stare in casa nostra.Avevo saputo di una storia con un’altra donna che lui riteneva solo amica,avevo saputo di problemi suoi di lavoro, lui è agente di commercio,ma arrivare a lasciare tutto all’improvviso senza un segno,senza mai dire niente è strano.ancora dice che è stanco della routine e della famiglia e di me,quando lo dice o non ti guarda sul viso oppure ha un timbro di voce diverso dalsuo.Vive solo, non frequenta nessun suo amico, è dimagrito, dorme poco nn vuole sua madre.Se ci parlo dice molte bugie;che si vuole separare che è andato dall’avvocato che lo stesso mi scriverà.Io gli ho detto di andare da un dott.per spiegargli tutto,ovviamente luidice che nn ha bisogno di nessuno.Come mi devo comportare?Lo lascio stare,è una depressione!grazie

    RISPOSTA

    Cara signora,

    visto che la sua è una domanda col punto esclamativo (sembra piuttosto un’affermazione che cerca solo una conferma definitiva), le darò allora una risposta col punto interrogativo.

    La sua domanda è: può una persona cambiare così, di punto in bianco? Può un uomo, dopo 17 anni di matrimonio e due figli, uscire un giorno di casa e dire “è finita” senza una apparente motivazione? Fino a qualche mese fa lei probabilmente avrebbe detto di no: non è possibile. Avrebbe sentito il classico caso di quel marito che dice “cara, vado a comprare le sigarette” e sparisce, e avrebbe pensato, come tutti, che la mente umana è misteriosa, ma che sicuramente c’era sotto qualcosa. Oggi, la sua personale esperienza, dolorosa e sconcertante, la costringe a trovare una risposta: come è successo? E’ sotto l’effetto di una malattia dell’anima che lo trasforma? E non sa se arrendersi alla malattia, o aiutarlo a combatterla per tornare in sé.

    Prendiamo per buona la sua ipotesi, chiamiamola depressione. Ma perché suo marito si è ammalato? E perché si è trasformato in un uomo solo, che rifugge la sua famiglia?

    Anche a me suo marito sembra uno che soffre e che si è perso. Se se la sente, può decidere si offrirgli il suo aiuto per ritrovarsi. Ma, ammesso che lui accetti questo aiuto, nessuno può sapere in anticipo cosa emergerà da queste nebbie. Se vuole aiutarlo, accetti di darlo per perso: non lo faccia per riavere indietro quello di prima, l’unico modo di aiutarlo è farlo a fondo perduto. E se è disposta a tutto questo, cominci col credergli.

    La mia domanda è: se la sente?