DOMANDA
Salve dott.ssa,
ho 29 anni,sono Alessandro di Treviso. É difficile scrivere stasera, dentro di me il cuore corre veloce e le emozioni vanno con lui. Ho provato la felicitá poche volte nella mia vita che è stsra dominata dalla paura e dagli attacchi di panico da ormai 14 anni. Sono vissuto e vivo con una madre iperreligiosa e iperprotettiva che mi ha sempre soffocato. Ora mi trovo a 29 anni inadeguato e deluso da cio che la mia vita è stata. Sono solo con i cocci dei miei errori e delle mie battaglie perse ho sempre provato a rialzare la testa ma qualcosa è sempre andato storto. Sono davvero molto stanco di essere sconfitto stanco di vedere vincere gli altri e mai me stesso
Stanco dei giudizi severi e implacabili che do a me stesso di non saper volermi bene veramente. Non pensavo la vita potesse mettermi con le spalle al muro cosi senza pietá, quesra non è la vita che voglio vivere, cosi il mio cuore batte e i miei polmoni si gonfiano per tenere in vita un uomo che dentro si avvicina alla morte.
alessandro.
RISPOSTA
Carissimo Alessandro non puó colpevolizzarsi di quelli che lei chiama insuccessi. Se da tanto tempo soffre di panico la sua vita non poteva avere percorsi diversi. Forse invece di cercare di raggiungere mete per dimostrarsi forte e capace dovrebbe intraprendere un percorso di psicoterapia per destrutturare una visione della realtà minacciosa che rischia di renderlo ogni giorno più fragile ed impaurito. Fare psicoterapia non significa essere deboli ma solo coscienti che nel tempo abbiamo costruito percorsi di ragionamento con le conseguenti reazione fisiche su di una matrice percettiva disfunzionale, è come tentare di costruire un palazzo senza fondamenta, con fatica riusciamo ad arrivare al primo piano e poi crolla tutto. Lei deve andare a costruire le fondamenta di un io stabile per poi poter essere in grado di usare le sue energie in modo costruttivo. Non perda la speranza nelle realtà deve solo trovare la strada giusta.
In bocca al lupo