DOMANDA
Salve drssa,sono Grecia una donna di 35 anni con tanta voglia e forza di andare avanti dopo la notizia che ho appena saputo da chi stesso l’ha a compiuto ” mio marito”.
Scopro circa tre mesi fa’che ha l’amante.Ma dopo che avevamo chiarito sono riuscita a perdonarlo giurandomi che e’stato un momento di sbandamento.
Una settimana fa’ mi rivela che e’rimasta incinta,Il padre? Mio marito!!
Ma il problema che a me interessa,a parte la separazione che chiedero’,e’ che lei partorisce a febbraio.Quindi mio marito che e’ regolarmente sposato e che siamo una famiglia trancuilla in cui non ci sono stati mai domante di separazioni tra noi,ora vuole riconoscere questo nascituro nato da una relazione clendestina.Ma lo puo’ fare?
I tempi di richiesta di separazione consensuale ci hanno detto che ci vogliono almeno due mesi.
Mi sento confusa,mi e’ crollato il mondo addosso.
RISPOSTA
Cara sig. Grecia Lei si sente a ragione confusa. Si sente tradita nei suoi affetti più importanti. In questa confusione io leggo un mix di delusione, senso dell’inganno, perdita di fiducia, perdita di quanto aveva cercato di salvare nonostante tutto. smarrimento. Suo marito concorda con la separazione? Siete sicuri che ormai non vi sia altra risoluzione? Sì suo marito può riconoscere questo suo figlio, dandogli il nome. Capisco che questo sia stato un ulteriore brutto colpo per lei che voleva mantenersi una famiglia tranquilla. Ma è proprio questa tranquillità, come lei dice, che mi fa pensare.Che cosa significa una famiglia tranquilla? Una famiglia serena, dove i coniugi si amano ( prima di tutto)? Che hanno cura della loro relazione?Hanno la percezione di costruire giorno per giorno il loro rapporto anche nella quotidianità più banale? Che discutono,dialogando e rispettandosi pur nella diversità di posizioni?
Oppure si tratta effettivamente della tranquillità di” una famiglia in cui non ci sono state mai domande di separazione”?Un po’ poco, non le pare? Il suo non può che essere un dolore lacerante e profondo più che legittimo. Tuttavia dovrebbe scoprire la forza ( perché di questo si tratta)di mettere in discussione la tranquillità in cui ha vissuto finora, invece che concentrare le energie per contrastare il riconoscimento del nascituro da parte di suo marito. Credo che sia più importante ora far riaffiorare in lei la persona autonoma e in grado di gestire la propria vita con o senza la presenza di suo marito.In questo momento lei ha soprattutto bisogno di fortificare la sua immagine interiore senza chiudersi in sentimenti di vendetta e senza chiudersi al mondo. E consideri che quello che capita nel bene o nel male può avere un senso, magari quello di svegliarci dal torpore di una vita che si dipana non all’altezza delle nostre possibilità e che richiede un cambiamento di rotta anche se all’inizio molto difficoltoso. Lei ce la può fare.