DOMANDA
Buongiorno,
le scrivo per chiederle un consiglio riguardo l’affaticamento visivo dovuto all’uso prolungato di videoterminale.
Ho 27 anni, lavoro al pc per 8 ore circa e alla fine della giornata lavorativa, soprattutto se intensa, ho problemi di annebbiamento della vista e non riesco a mettere a fuoco oggetti e persone lontane.
Cerco sempre di effettuare delle pause di almeno 10-15 minuti ogni due ore ma non sempre è possibile, e capita spesso di lavorare ininterrottamente per 3-4 ore dopo la pausa pranzo. Per completezza, aggiungo che sono miope dall’età di circa 5-6 anni, due anni fa mi sono sottoposta a intervento lasik per una miopia di 1.25 e 3.50 diottrie. Nella prima visita di accertamento ho scoperto di essere stata sovraccorretta per mesi o forse anni, dato che il mio precedente oculista mi aveva riscontrato una miopia nettamente maggiore (4.50 e 3.50 rispettivamente). L’ultima visita oculista è dell’agosto 2010, con un riscontro di 10/10 e nessun difetto visivo.
Potrebbero essere utili le lenti con melanina di recente uscite sul mercato?
Grazie mille.
RISPOSTA
il disturbo astenopeico da affaticamento visivo è realmente fastidioso e in taluni casi comporta disturbi cenestesici come nausea o addirittura vomito (capita anche agli atleti per sovracarico in allenamento: ha letto ”Il Professionista” di John Grisham ? Il protagonista è Rick Dockery, un giovane quarterback americano che si allena con la squadra del Parma American Football: gli allenamenti terminano quando uno del team arriva al vomito per fatica. Poi via, tutti insieme a mangiare culatello, torta fritta e ravioli alle erbette affogati nel burro fuso …). L’effetto dell’eccesso di lavoro per vicino può portare allo spasmo accomodativo, cioè un permanere costante dei muscoli oculari in accomodazione, conseguenza dell’eccessivo uso della vista da vicino;cefalea, fotofobia, ipotonia del muscolo ciliare concorrono a disturbare il soggetto, che può presentare miopizzazione elevata (anche superiore a -5 diottrie: certo che ha ”problemi di annebbiamento della vista e non riesco a mettere a fuoco oggetti e persone lontane”, come lei scrive). Le lenti alla melanina, secondo il prof. Marco Cordella dell’Università di Parma (appunto …!) avrebbero queste capacità:
– Riducono l’abbagliamento e il conseguente affaticamento visivo
– Migliorano la nitidezza e il contrasto delle immagini
– Riducono lo stress visivo e aumentano il comfort.
Da non dimenticare l’uso di lacrime artificiali per mantenere umida la superficie oculare e infine da praticare con estrema prudenza il ”palming”, il cosiddetto ”metodo Bates”.
prof. Gallenga