DOMANDA
Buongiorno, ho 39 anni, e amo camminare: da marzo a luglio 2011 ho fatto quasi quotidianamente delle camminate in città a passo sostenuto di circa 7-8 km per volta, poi per ragioni di salute (ginecologiche) sono stata a riposo per 6 settimane. Alla ripresa del moto ho iniziato ad avere male al ginocchio dx, non tanto nella marcia, quanto con la cyclette, in corrispondenza del leg.collaterale mediale. Di colpo a novembre è apparsa una tumefazione dura grande quanto una ciliegia, sempre sul lato interno. Ho eseguito rx, tac e risonanza. Quest’ultima recita: “minima falda di versamento articolare con accenno a distensione della borsa del gastrocnemio-semimembranoso. Il menisco mediale a livello del corpo-corno posteriore presenta irregolare rima di rottura che interessa entrambe le superfici articolari; si conferma la presenza di cisti parameniscale laterale di 17 mm. Normale aspetto del menisco laterale. Minimo ispessimento del legamento collaterale mediale all’inserzione prossimale. Nei limiti i legamneti crociati, il collaterale esterno, il tendine del quadricipite e il rotuleo. Regolare l’articolazione femoro-rotulea. Millimetrica isola di compatta a livello dell’epifisi tibiale.”
Come mai, se ho una lesione al menisco, sto peggio a fare la cyclette (che non lo carica) che camminare, e il dolore sembra piuttosto a livello della cisti e del collaterale mediale? Si può capire che tipo di lesione ho e se può peggiorare? L’artroscopia è l’unica soluzione? E’ risolutiva? Grazie.
RISPOSTA
cara lettrice,
una rottura meniscale, specie con rime di frattura complesse puo complicarsi e determinare la comparsa di cisti parameniscali così come di distensioni della borsa gastrocnemio semimembranosa o cisti di Baker. La sintomatologia dolorosa è spesso multiforme e non deve stupire che si presenti prevalentemente durante alcunie attività e non altre. La visione delle immagini della risonanza magnetica permette spesso, ma non sempre, di capire anche il tipo di rottura. Nei casi di rottura complessa del menisco mediale il trattamento chirurgico in artroscopia è la soluzione solitamente indicata e nella maggior parte dei casi risolutiva. Per un parere sul caso specifico è indispensabile una valutazione diretta degli esami e del paziente.