DOMANDA
Gent.mo Dott. Onida,
La ringrazio per la risposta e Le fornisco volentieri le informazioni richieste.
Mio padre ha 72 anni e vive a Brescia, dove è in cura presso il Centro ematologico guidato dal Dott. Rossi. Assume, o meglio, assumeva Oncocarbide, dato che, da più di un mese, è stato costretto a sospenderlo per la presenza di leucopenia (globuli bianchi <3.000). Ora il quadro è sicuramente maggiormente caratterizzato dalle citopenie, piuttosto che dalla componente proliferativa, anche se la percentuale dei monociti nel sangue è sempre alta (>15%) e sono presenti anche mielociti e metamielociti al 10%.
Secondo Lei gli studi all’attivo lasciano sperare che in tempi relativamente brevi siano fruibili farmaci efficaci e mirati per tale insidiosa malattia? Sa, quando leggo del Glivec per la LMC, mi viene la malinconia. Sarebbe bastato quel cromosoma Philadelphia.anche perchè il problema di mio padre è quello di aver più goduto di una qualità di vita decente. Non sta bene, in particolare per la grande debolezza.
La ringrazio ancora
Roberta Spadavecchia
RISPOSTA
Suo padre è seguito in un ottimo centro. Ho molta stima del dott. Rossi e di tutta la sua equipe. La LMC è un’altra malattia, causata da una alterazione genetica acquisita che è sempre la stessa, mentre la LMMC è una malattia con una genesi che è variegata e ancora in parte sconosciuta. Ciò non toglie che ci possano essere dei buoi risultati con le terapie di cui disponiamo e che ci possano essere dei buoni progressi della scienza.
Stiamo lavorando attivamente per conoscere la biologia di questa malattia. Se suo padre è d’accordo, potremmo chiedere un campione del sangue per contribuire alle nostre ricerche.
