Lui mi piace, ma è insicuro. Come devo comportarmi?

    DOMANDA

    Sto frequentando un ragazzo che mi piace molto. Ha un carattere insicuro, orgoglioso. Con gli amici è baldanzoso, maschio, sicuro ma io so che non è così. Da qualche tempo ha grossi problemi economici, io lo aiuto come posso e lui puntualmente mi restituisce il favore. Siamo riusciti a creare una bella complicità. Alcune settimane fa, al bar mentre si beveva un caffè con un suo amico, gli ho fatto una battuta scherzosa (senza doppi fini solo scherzosa) sulla sua situazione economica…lo facciamo spesso per sdrammatizzare la cosa… Questa volta però lui non ha capito lo scherzo e ci è rimasto male. In più il suo amico, una volta rimasti soli, gli ha ingigantito la cosa creando un inutile film. Per una settimana non si è fatto sentire, poi mi ha chiamato per vederci. Mi aspettavo molta freddezza da parte sua (di solito non accetta sgarri nei suoi confronti..) invece quando ci siamo visti era tranquillo e molto carino. Mi ha parlato di come la mia battuta gli abbia dato fastidio, soprattutto fatta davanti al suo amico. Sa che non l’ho fatto di proposito ma la cosa lo ha toccato molto e le chiacchiere del suo amico lo hanno confuso. Gli ho chiesto scusa sinceramente. Credo abbia capito ma da quel giorno lo vedo un po’ più trattenuto, insicuro, come condizionato da non so cosa. Forse c’è bisogno di tempo per ricucire la “ferita” o forse il suo amico gli ha consigliato qualche strategia per farmela pagare. Lo lascio in pace e aspetto? grazie

    RISPOSTA

    Accettare e integrare.
    E’ questo ciò che siamo chiamati a fare continuamente: accogliere ciò che ci capita e anche ciò che deliberatamente facciamo e farlo calare nella nostra realtà.
    Naturalmente non è facile e comporta un lavoro interiore in entrambe le fasi: quella dell’accettazione e quella dell’integrazione.
    L’episodio che lei descrive sembrerebbe suggerire che entrambi avete accettato l’accaduto e che entrambi state elaborando il modo per meglio integrarlo in voi stessi.
    Non abbiate fretta, ma neppure bloccatevi. Credo anche che la comunicazione, l’apertura verso il proprio e l’altrui vissuto emotivo e un senso di distacco fra ‘chi sono’ e ‘ciò che faccio’ siano di grande aiuto.
    Più che di strategie parlerei quindi del bisogno che costantemente manifestiamo di accogliere e accoglierci, di crescere, di lasciarci toccare o anche scalfire dagli eventi scoprendoci comunque forti e capaci di integrare ciò che è stato per meglio affrontare e vivere ciò che sarà.