DOMANDA
Gentile Dott.ssa,ho 25 anni e se tutto va bene fra poco mi laureo.Ho svolto qualche esperienza lavorativa breve,ma non so come sia il vero mondo del lavoro,che mi spaventa moltissimo.Mi angoscia,perchè desidero (come tante donne credo)avere un giorno un bambino,ma non so se riuscirei a conciliare famiglia e lavoro come vorrei.Di questi tempi già è difficle trovare un impiego,e se anche lo trovassi,come dovrei fare?Voglio vivermi l’infanzia dell’ipotetico bimbo il più possibile,stargli vicino,educarlo,e solo per emergenza rivolgermi a baby sitter o asili nido.Ma purtroppo vedo che moltissime donne non riescono a farlo,perchè devono lavorare magari anche fino a tardi e son costrette quindi a rinunciare a molti momenti irripetibili.L’idea di essere casalinga non funzionerebbe,dubito si riuscirebbe a vivere con un solo stipendio,per di più precario..E inoltre vorrei lavorare,ma in modo da poter gestire tutto al meglio, con le dovute rinunce,so che non si può avere tutto.Poter fare un part time,si guadagna meno ma avrei molto più tempo da dedicare alla famiglia,dando un contributo economico(oltre ad avere una mia indipendenza,e forse anche una piccola gratificazione).Quest’ultima affermazione è dovuta al fatto che mia mamma è rimasta a casa quando son nata,rinunciando ad una brillante carriera pubblicitaria,ma se nè pentita ed ha iniziato a star male..soffre di depressione da quando ho 12 anni,e ci sto male.Scusi lo sfogo,spero potrà darmi qualche dritta,o conforto.Grazie,Kia (Mi)
RISPOSTA
‘Scelga se stessa’ mi verrebbe da risponderle. Scelga in base alle priorità, ai valori, agli obiettivi, alle preferenze e alle opportunità concrete SUE. Non può scegliere ciò che non è capitato a lei in prima persona o in base all’esperienza di altri, anche se questi sono persone a lei molto care.
Mi parla molto di paura
Una cosa che impaurisce attrae.
E’ proprio la forza di questa attrazione a generare timore.
Che cosa teme davvero ? Di non farcela ? . lo si può sapere davvero solo dopo avere affrontato la situazione.Di non trovare un impiego che la faccia sentire realizzata ? . è un paura concreta a fronte di un evento che ‘ancora non c’è’.. Si chieda ‘serve per affrontare meglio colloqui di lavoro, stage, stesura di curricola.?’. di pentirsi delle scelte fatte ? .di ???
La incoraggio a chiedersi cosa teme e perché.. E sulla scorta di queste ‘ragioni personali’ trovare una spinta, una speranza..
Le cose affrontate possono essere andate bene o male, ma quelle da affrontare non possono costituire insuccessi, se non nel proprio immaginario. Non sono difficoltà, sconfitte, perdite. sono solo ‘ipotesi’. Le guardi in questa accezione e ci sorrida.
Da questa prospettiva scoprirà che conta relativamente ‘cosa’ ha fatto (quale impiego ad esempio svolgerà), ma ha rilevanza ‘la persona che sta diventando’.Nello scegliere, nell’affrontare i compiti, le situazioni e le sfide della vita, nel soffrire cresciamo, cambiamo, ci trasformiamo. Ciò vale per lei come per le persone che le saranno accanto in questo ‘sconosciuto’ futuro.. Anche loro saranno in crescita ed in evoluzione. A volte ci si dice ‘se quella volta.’ con ciò provando colpa per scelte fatte. Quasi sempre nel momento in cui la scelta è stata fatta si è scelto il meglio nelle condizioni di quel momento.. Mutata la situazione anche la scelta potrebbe essere stata altra. ma non possiamo saperlo prima !
Ci sono sempre situazioni ‘più controllabili’ distinguibili da altre ‘già date’.
Anche adesso provi a pensare cosa è più ‘nelle sue mani’ ed inizi da lì. ciò che si controlla, in genere, fa meno paura rispetto a ciò che non dipende da noi..
Coraggio ! ‘Paura, colpa, incertezza, dubbio.’ sono emozioni che prendono forma in noi perché investiamo e crediamo in ciò che stiamo facendo. Conservi e accresca questa consapevolezza di ‘valere’ e vedrà che la realtà le sembrerà più affrontabile, meno minacciosa. e sua. Si liberi, per quanto può, di luoghi comuni o di esempi di esperienze di altri. Scelga la sua vita. Con affetto e simpatia.