DOMANDA
Buongiorno dottoressa Fagioli,
Da alcuni giorni sto cercando informazioni sull’uso della magnetoterapia,le spiego:
Mia figlia Valeria,e’ affetta da leucemia linfoblastica acuta,in cura presso il prof. Locatelli del bambino gesu’ di roma.
Finito il protocollo di chemioterapia con successo e’ in remissione. E’ adesso nella fase di mantenimento,Ma come prevedibile l’uso di alte dosi di cortisone ha creato una necrosi bilaterale al collo del femore (stadio iniziale,stadio 2).Dopo varie RM e RX a distanza di 5 mesi la necrosi non e’ avanzata e resta circoscritta con rotondita’ del collo molto buone,per tale motivo l’ortopedico che la segue ha ritenuto di non effettuare momentaneamente l’intervento previsto di DECOMPRESSIONE,consigliando una terapia ad onde magnetiche a bassa frequenza,(magnetoterapia IGEA).La mia domanda alla quale non ho ottenuto risposta e’ la seguente:
possono esserci controindicazioni per la sua malattia?,c’e’ un rischio per l’uso di tale terapia?
Nel ringraziarla anticipatamente cordial saluti.MAURIZIO.
RISPOSTA
Gent. sig.
la magnetoterapia a bassa frequenza viene utilizzata frequentemente nel trattamento della necrosi della testa del femore. Esistono effetti collaterali noti per cui si pongono controindicazioni all’impiego di tale trattamento (es. disturbi del ritmo cardiaco, protesi metalliche, portatori di pacemakers). Per quanto riguarda la leucemia linfoblastica acuta in ambito pediatrico non ci sono al momento evidenze scientifiche comprovate che ne controindichino l’utilizzo. Seguirei pertanto le indicazioni del suo ortopedico in attesa della valutazione per eventuale intervento di decompressione.
Cordiali saluti
Dr.ssa Franca Fagioli