DOMANDA
Egregio dott. Toso, è da giugno del 2009 che soffro di mal di schiena (lombo-sacrale e ai fianchi). A novembre 2009 ho iniziato a portare i plantari per: Hallux limitus in piede pronato valgo bilaterale con scafoide accessorio. Più ortopedici dicono: ipotesi osteoporosi non sussiste. MOC femorale perfetta, sospetta artrite reumatoide lieve e mi manda dal reumatologo:spondilouncoartrosi cervicale e dorso-lombare (a livello L5-S1)+ artrosi interapofisaria; lieve positività degli ana in assenza di segno di sintomi suggestivi per malattia infiammatoria cronica del connettivo. Si consiglia visita fisiatrica che mi prescrive: ultrasuoni, radarterapia e massoterapia.
E’ passato più di un mese da queste terapie, ma i dolori sussistono sia alla zona lombare che ai fianchi. Le chiedo: ma la schiena e i piedi non vanno considerati come un tutt’uno? Perché i vari specialisti non li hanno considerati insieme? Non potrei avere una gamba più corta? Mi consiglia altri accertamenti? Grazie
RISPOSTA
Quando la lombalgia dura da più di 3 mesi viene definita cronica. Questo non vuol dire che non passerà mai, ma il dolore si ridurrà solo quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo.
Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, le sue benefiche curve fisiologiche, in particolare la lordosi lombare.
La presenza di tale curva aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. La lordosi è pertanto benefica per la colonna vertebrale, le conferisce una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni quotidiane.
E’ normale avere un certo grado di lordosi, non è normale che aumenti (iperlordosi), ma non è positivo neppure che si riduca.
Quando è presente la giusta lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate.
Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive.
Finché il dolore è sopportabile è meglio evitare di assumere farmaci perché essi sono in grado di ridurre solo i sintomi dolorosi ma non la causa della lombalgia. Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti.
Per ridurre il suo dolore è importante che lei prenda coscienza della sua lordosi lombare e impari a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno.
Riposo notturno: deve dormire in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso.
Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.
Sport: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata.
Esercizi di ginnastica. Per conoscere quali sono gli esercizi più utili per lei si rivolga alla Back School più vicina alla sua abitazione.
In base ai risultati dell’esame della postura e della valutazione funzionale del rachide, le sarà formulato un programma personalizzato e consegnato un diario cui potrà autogestirsi e verificare i miglioramenti.
Restando a disposizione La saluto cordialmente
Benedetto Toso