DOMANDA
Ad una cortese domanda del Sottoscritto (del 25.6.2010, intitolata: EEG) seguiva una risposta della Dott.ssa Bellodi – a mio parere – inopportuna e poco cortese, senza PERALTRO chiarire (quanto meno) il significato della dicitura del referto. Tanto dovevo, G. G.
Psichiatria risponde Laura BELLODI
chissà come mai le persone non partono dal principio?.. non è che qualcuno si sveglia il mattino e dice, vado a fare un EEG..di solito sono i medici che suggeriscono di effettuare questo tipo di accertamento in relazione alla necessità di chiarire la natura di qualche sintomo lamentato dal paziente e quindi per formulare una diagnosi. Fuori da questo contesto diagnostico ogni riferimento a presunti effetti farmacologici è puramente ipotetico anche in presenza di una terapia assunta da tanto tempo (a proposito per quale disturbo?)
RISPOSTA
mi rammarico che una risposta (non alla sua domanda perché, lo ribadisco, mancano i presuppposti per una risposta che non sia generica) sia stata interpretata come una scortesia. Non solo non era mia intenzione essere scortese, ma al contrario in modo colloquiale cercavo di attirare l’attenzione dell’interlocutore sul fatto che i medici per esprimere pareri hanno bisogno di informazioni fondamentali che spesso, e non certo per colpa loro, perché ognuno alla propria professionalità, le persone non ci danno.
Internet è un grande strumento anche per fare educazione sanitaria, ma non bisogna abusarne..
Un cordiale saluto
Laura Bellodi