Megalomania e mitomania

    DOMANDA

    Gentilissima Professoressa,
    a luglio un nostro amico ha manifestato segni di grave depressione con intenti suicidi e ce lo siamo portato a casa. Lo abbiamo portato dalla psichiatra AUSL di Fornovo di Taro (PR) che lo ha messo in cura sotto psicofamraci. È un po’ migliorato, nel senso che ora non si vuolo più ammazzare, ma le sue manie di grandezza, la sua mitomania sono rimaste. Oggi siamo andati a parlare con la sua famiglia (dopo quasi 7 mesi la mia famiglia non ce la fa più in tutti i sensi a farsi carico di una persona che non sappiamo più come aiutare).
    Suo fratello non ne vuol sapere di lui, e suo padre rischia di morire per il dispiacere (è cardiopatico) per cui è stato lasciato fuori dalla faccenda. Sappiamo che per la legge 433 sono obbligati agli alimenti, ma noi vorremmo anche garantirgli una possibilità di cura….
    Volevamo sapere se c’è qualche possibilità di aiutare questa persona che è in fondo brava e buona, ma troppo compromessa per avere una vita normale.
    C’è qualche centro in cui poterlo ricoverare per le prime cure e terapie?
    Noi non sappiamo più dove sbattere la testa, per aiutarlo.
    Grazie per il tempo che vorrà dedicarci.
    Cordiali saluti

    Paola

    PS BUONE FESTE!!!!

    RISPOSTA

    Credo che il servizio psichiatrico della zona di residenza debba farsi carico della continuità terpaeutica di questo paziente, anche individuando una situazione residenziale assistita