DOMANDA
Ho 53 anni,mia moglie 48 ed abbiamo un figlio di 23.Da quando aveva 18 anni lei ha avuto questo problema,ma lo ha sempre tenuto a bada. Nel 2008,l’unica volta che lo ha riconosciuto,l’ho portata ad un consultorio,ma il percorso è durato solo 3 sedute.Ora la situazione è precipitata,è irascibile,addossa la sua condizione di perenne stanca a tutti noi,gatto compreso;trascura la casa e la sua salute (pesa 38 Kg), azzera il nostro conto corrente ed ha allontanato una sorella che voleva aiutarla.A chiunque io mi rivolga,ottengo la medesima risposta:”Si separi”.Se io lasciassi mia moglie, lei morirebbe miseramente ed io non voglio abbandonarla al suo triste destino. Inutile chiedermi di portarla da qualcuno prchè rifiuterebbe e si infurierebbe. Mi dica ciò che posso fare,siamo tutti sfiniti da questa situazione.Distinti saluti
RISPOSTA
buongiorno.
Mi descrive una situazione davvero complicata. In generale quando non vi è apparentemente possibilità di intervenire direttamente sulla persona che manifesta un serio disagio in quanto rifiuta qualsiasi suggerimento, si può cercare un aiuto per i familiari. Ad esempio presso gli alcolisti anonimi, esistono gruppi solo per i familiari dove potrà iniziare a confrontarsi e a ricevere un minimo di sostegno. E’ un percorso non breve ma a volte modificando alcuni comportamenti i familiari riescono a spingere il paziente a combiare qualcosa; l’altro punto è quello ‘fisico’ : partendo dal peso e dal quadro generale, con l’aiuto del medico di base, si può ipotizzare anche un ricovero in un reparto di medicina, dove – affontando l’aspetto organico – si inizia anche a gestire il problema più ampio della dipendenza.
Cordiali saluti
Prof. Fabio Madeddu