Motivazione e cibo

    DOMANDA

    Ho sofferto da 14 a 32 anni di binge eating disorder. Per guarire ho utilizzato tecniche tipo concedermi un piccolo stravizio alimentare al giorno oppure mangiare 15 volte tanto la cosa che non dovevo mangiare, se cadevo in tentazione. Ha funzionato. Adesso mi sono trasferita all’estero e sto cercando lavoro. Spesso non riesco a concentrarmi quando devo scrivere la mia candidatura, e la mia testa mi dice di concedermi le patatine (hanno effetto calmante), per potere, dopo averle mangiate, scrivere con slancio e tranquillità. Io a volte lo faccio, e funziona. Ma io scrivo domande di candidatura tutti i giorni, e non vorrei che a concedermi le patatine con regolarità, finisce che ricasco nel vortice dell’abuso alimetare, oltre che crearmi un problema di colesterolo, di cui già soffro.

    Mi sa dire come posso motivare e stimolare me stessa in amniera sana e se mangiare per motivarmi è rischioso per me che sono uscita dal disturbo alimentare ma sono sempre un po’ fragile?

    Grazie mille

    RISPOSTA

    carissima,

    la inviterei a riflettere su cosa la motivazione le può dare piuttosto che su come darsi motivazione.

    Ovvero, perché necessita così tanto di essere motivata ? Cosa è disposta a spendere pur di essere motivata ?

    Teoricamente, si può agire anche in assenza di motivazione. Ci sono molti comportamenti routinari, abitudinari o frutto di impulsi posti in essere senza motivazione.

    Perché avverte così tanto il bisogno di essere sempre e solo motivata ?

    La realtà umana è fatta di limiti. Non possiamo essere sempre motivati, così come non riusciamo ad essere sempre felici … ed è un bene che sia così, perché l’esperienza è fatta di contrasti (prima-dopo, ad esempio) e di conquiste.

    La motivazione, in particolare, è qualcosa che si semina e che potrebbe crescere. E’ normale che vi siano dei momenti avversivi, cui vorremmo sfuggire, ma che fanno parte del percorso e che diventano fondamentali quando a motivarci è un obiettivo (ad esempio un impiego futuro) in cui crediamo. Nello specifico, è evidente che alcune delle sue proposte potrebbero essere rifiutate e che magari ci sono dei tempi di attesa per un impiego che possono sembrare lunghi.

    La inviterei però a riflettere sul fatto che, eventualmente, ad essere rifiutata è una sua candidatura per un impiego, non lei come persona.

    Lei vale, può e riesce comunque, indipendentemente dall’esito di ciò che sta facendo e dal fatto che – in quel momento – risulti più o meno motivata.

    La motivazione è una conquista cui si può giungere (senza fretta) accettandosi per la persona che si è …… e continuando nel cammino perso la propria realizzazione.

    Io non ‘pagherei’ per avere motivazione, ma investirei in fiducia sapendo che uno stato motivazionale ‘libero’, ma soprattutto liberante, arriverà. Le auguro non presto, ma nel momento migliore per lei.