DOMANDA
Preg.mo Professore, a mia mamma di anni 74 – ricoverata il 25/01 e dimessa il 29/01 – è stata diagnosticata una neurite ottica ischemica all’occhio destro, di natura vascolare, con perdita della vista dello stesso. Attualmente è sottoposta alla seguente terapia: FOLINA 5 mg (1 al gg), SELEPARINA 0,6 (2 al gg), CARDIOASPIRINA e OMEPRAZOLO. Durante la degenza le sono stati somministrati cortisone e seleparina. Poichè le è stato indicato, con drammatica certezza (e conseguente shock e disperazione per lei e tutti noi), che non recupererà la vista da quell’occhio, chiedo cortesemente se la terapia è “adeguata” e quali possibilità di ripresa del visus esistono. Mia mamma,fortunatamente e sino ad ora, non ha mai avuto particolari problemi di salute tranne una cura – che ha cominciato un anno fa e sta proseguendo – per la tiroide. Inoltre,si è sempre sottoposta a check up medici di routine che – sino ad ora – non hanno mai dato esiti negativi nemmeno per i più comuni malanni legati all’avanzare dell’età. Non siamo alla ricerca di un miracolo, consapevoli della gravità del danno al nervo ottico, ma di un consulto professionale che siamo certi l’alta competenza di cui Lei dispone potrà fornirci. Speranzozo, ringrazio per la preziosa collaborazione e per ogni indicazione medica che Lei vorrà fornirci. Con sincera stima le invio cordiali saluti, Riccardo
RISPOSTA
Gentile signore,
purtroppo quando un processo ischemico ha irreversibilmente danneggiato le fibre del nervo ottico, non esistono attualmente possibilità di recupero visivo. La terapia sistemica che sta seguendo Sua madre ha lo scopo di prevenire ulteriiori eventi ischemici che potrebbero riguardare non solo l’occhio controlaterale ma anche organi vitali, pertanto è necessario che vanga monitorata da un collega internista.
Cordiali saluti.