Neurite ottica cura/prevenzione

    DOMANDA

    Sono una donna di 48 anni, 4 anni fa a seguito di un brusco calo della vista mi si è ridotto il campo visivo ad ¼ del totale, probabile causa una neurite ottica monolaterale sx. MI hanno somministrato del cortisone, ma senza alcun beneficio. Da allora ripeto annualmente il campo visivo. La situazione sembrava stabile fino a 4 mesi fa, quando a seguito della visita periodica mentre il campo visivo risultava stabile, la capacita focale scendeva da 6,5/10 a 2/10 per disfunzione del nervo ottico. Sono preoccupata che possa ancora peggiorare e che possa estendersi all’altro occhio. Ho appena fatto una RMN con contrasto per scongiurare la SM, questo l’esito:”A livello del III posteriore del nervo ottico sxè presente alterazione di segnale e riduzione focale, senza impregnazione dopo mdc. Il reperto è riferibile a modificazioni gliotiche per effetto della pregressa neurite.Si associa aumento della quota liquoarale perineurale e lieve atrofia del tratto prossimale del nervo sino a livello del chiasma. Si segnala impronta del tratto A1 dell’arteria cerebrale ant. Sx sull’emichiasma. Non sono state rilevate aree focali di alterato segnale nei tessuti cerebrali né lesioni espansive intrassiali. Non si rilevano aspetti patologici a carico del tronco encefalico, del corpo calloso e delle vie retrochiasmatiche. Spazi perivascolari di Virchow-Robin dilatati in sede lenticolare bilateralmente. Cosa mi consiglia di fare? Grazie in anticipo per la sua attenzione.

    RISPOSTA

    I referto dello studio RM non rivela alterazioni compatibili con SM. Le alterazioni di segnale descrittte a carico del nervo ottico sono aspecifiche e potrebbero essere compatibili con esiti di una neuropatia ottica anche di origine diversa da quella infiammatoria (es ischemica) . Tuttavia la progressione del deficit soggettivamente avvertita e documentata, mi sembra di capire, da un peggioramento dell’acuità visiva potrebbero suggerire la presenza di un meccanismo di tipo compressivo. Le suggerisco di eseguire uno studio RM ORBITE con MDC con magnete ad alto campo (3T) mirato per lo studio del nervo ottico con il preciso quesito di escludere patologia compressiva o conflitto neurovascolare lungo il decorso del nervo ottico. Con il nuovo esame sarebbe utile una valutazione neuroftalmologica completa.