Nuova artroscopia per menisco rotto?

    DOMANDA

    Buongiorno professore,
    nella primavera 2015 comincio ad avere dolore al ginocchio sinistro. Eseguo rx che riporta iniziale sclerosi del piatto tibiale interno. Dall’esame RMN viene refertata una linea fratturativa del menisco mediale. Mi rivolgo allo specialista ortopedico che diagnostica una sindrome meniscale mediale ginocchio sin. e prescrive cicli di laserterapia, ionoforesi con Artrosilene, ginocchiera elastica per 3 settimane, Transact cerotto sulla zona dolente, Cartijoint plus cp 1 per 15 gg + ciclo di infiltrazioni intrarticolari con Hyalgan fl per 4 volte.
    Completata la terapia (settembre 2015) il dolore scompare per ripresentarsi qualche mese dopo (gennaio 2016) nella stessa zona e più intenso di prima. Torno dallo specialista che allora consiglia l’intervento in artroscopia.
    Il 13 aprile 2016 vengo sottoposto all’artroscopia da cui risulta che il menisco è sano e si riscontra plica sinoviale mediopatellare che viene asportata. Torno a casa e eseguo terapia con Clexane 4000 per 15 gg., paracetamolo 1000mg 2cp per 4 gg. Uso le stampelle in carico parziale e seguo le indicazioni dello specialista, tra cui esercizi graduali riabilitativi. Prognosi 20 giorni.
    Cinque giorni dopo mi presento per la visita di controllo e il medico consiglia altri 10 gg con le stampelle e fisioterapia per risoluzione fase acuta.
    Comincio un ciclo di 10 sedute di rieducazione funzionale con il fisioterapista. Una settimana dopo l’inizio della fisioterapia ricompare il dolore che dopo l’intervento era scomparso, ancora più intenso (fine aprile-inizio maggio 2016). Mi viene consigliato un secondo ciclo che però sospendo dopo avere consultato nuovamente il chirurgo che mi aveva operato, il quale mi fa un’infiltrazione e mi dice di camminare senza stampelle. Il dolore aumenta sempre più. Su consiglio del chirurgo assumo cortisone per 5gg che dà un po’ di sollievo ma solo temporaneo (qualche giorno).
    A questo punto ripeto la RMN (10 giugno 2016) e il referto è il seguente: “Lesione a tutto spessore a decorso pluriraggiato del corpo e corno posteriore del menisco mediale accompagnata da lieve sofferenza dell’emipiatto tibiale sottostante. Discreto versamento articolare”. Ometto le altre osservazioni sulle strutture articolari che sono nei limiti della norma. Intanto il dolore non accenna a diminuire neanche con analgesici e antinfiammatori.
    Ieri, 22 giugno, torno dal chirurgo che ammette di trovare il tutto molto strano e mi fissa la data del 6 luglio p.v. per un nuovo intervento artroscopico.
    Nel pomeriggio consulto un altro chirurgo ortopedico che dall’anamnesi, dalla visita e dalle immagini delle due risonanze conclude che il menisco era già lesionato lo scorso anno e che ora la rottura è molto più rilevante per cui è necessario l’intervento. Avverte però che alla mia età (55 anni) e con un problema di obesità di grado medio, sconsiglia di fare l’intervento a soli 3 mesi dal precedente soprattutto per il rischio di algodistrofia.
    Il consiglio è di attendere l’autunno.
    A chi credere?
    Grazie infinite

    RISPOSTA

    Se la lesione del menisco era presente allora lo sarà anche adesso.

    Non so perchè il problema non sia stato affrontato nella prima artroscopia.

    Comunque l’artroscopia è indispensabile e non credo sia necessario attendere giacchè la sindrome algo distrofica sarebbe un rischio se lei non avesse deambulato a lungo, cosa che non credo sia accaduta.

    In  queste condizioni è molto rischioso per la sua cartilagine tanto più se lei è in sovrappeso.