DOMANDA
A causa della fibrillazione atriale da due anni sono in terapia con il warfarin sodico la cui assunzione mi costringe a sottopormi a prelievi ogni 2 settimane per il controllo dell’Inr. Ho sentito e letto che c’è un nuovo farmaco il cui uso non costringe il paziente a così frequenti controlli. Mi è stato riferito che nella vicina Austria (abito in Friuli)da alcuni anni tale farmaco è ormai di routine. La Tv (rubrica Medicina 33) più volte ha parlato del nuovo farmaco, rimarcando che non causa emorragie. Perché non viene ancora prescritto. Grazie per il suo autorevole parere sul caso.
RISPOSTA
Gentile Signore/a,
da qualche anno, in alcuni paesi Europei e negli stati Uniti sono stati messi in commercio dei nuovi anticoagulanti orali per la prevenzione di ictus e tromboembolismo sistemico nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare.
Questi farmaci sono: Dabigatran etexilato (inibitore diretto della trombina), Rivaroxaban ed Apixaban (inibitori del fattore Xa).
In importanti studi clinici internazionali questi nuovi trattamenti sono risultati “non-inferiori” in termini di efficacia rispetto al warfarin ed e’ emerso un rischio emorragico inferiore.
Nonostante cio’, rimane in sospeso la questione su quale di questi nuovi farmaci sia più efficace e sicuro. Infatti sebbene il rischio emorragico rispetto al warfarin sia risultato inferiore nei soggetti trattati con questi farmaci, esso permane. Sara’ inoltre da valutare e definire meglio, in un uso su piu’ ampia scala il problema del profilo di benefico/rischio e degli effetti indesiderati soprattutto nei pazienti anziani con insufficienza renale, multimorbilita’ e politerapia.
L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), sta valutando le modalita’ con cui mettere in commercio anche in Italia questi nuovi farmaci e di come collocarli all’interno delle terapie per la fibrillazione atriale.
Quindi per il momento, in attesa di tale decisione, il trattamento con warfarin e’ un trattamento efficace e relativamente sicuro con il monitoraggio dell’INR e una volta che questi nuovi farmaci verranno messi in commercio anche in Italia per il trattamento della fibrillazione atriale, non necessariamente tutti i pazienti che sono in trattamento e che rispondono bene al warfarin dovranno passare a questi nuovi farmaci, che tra l’altro hanno un costo molto elevato.
Ogni medico valutera’ quindi caso per caso, seguendo le linee guida che verranno fornite da AIFA l’opportunita’ o meno di passare ad un nuovo farmaco.
Cordialmente.
Alessandro Nobili