Oftalmopatia e diplopia per morbo di Basedow

    DOMANDA

    Buongiorno,

    da oltre due anni soffro di “Morbo di Basedow” che mi ha provocato diplopia, gonfiore alle palpebre e “fuoriuscita” del bulbo oculare; dopo aver tentato con iniezioni di cortisone, ciclo di radioterapia ed aver asportato la tiroide, ora mi si è prospettato, come unica possibile via di miglioramento per la diplopia e l’estetica, l’intervento chirurgico; dopo aver consultato un esperto in materia, so che esistono due possibili vie, una più “breve” che andrebbe a migliorare la diplopia e, con un secondo intervento, il gonfiore delle palpebre ed una piu “lunga” che, con una serie di interventi, andrebbe a migliorare anche la sporgenza del bulbo.
    Oltre a chiederLe quale ritiene sia l’intervento maggiormente consigliabile, vorrei anche sapere quali sono i reali possibili rischi di questi interventi, poichè lo specialista da me consultato non ne ha sottolineati di particolari, se non la non riuscita dell’intervento stesso.
    Una volta intrapresa una delle due “vie”, l’eventuale miglioramento sarà, poi, permanente o ci sono rischi di retrocessione e, quindi, di ritorno della diplopia o fuoriuscita del bulbo, ecc?

    Grazie per il Suo prezioso parere,
    Flavia

    RISPOSTA

    Gentile Flavia,

    l’intervento di decompressione orbitaria può avere uno scopo sia estetico che funzionale. Quando è indicato deve sempre precedere la correzione chirurgica di strabismo e la chirurgia palpebrale. L’intervento, non del tutto privo di rischi o complicanze, deve essere eseguito in una fase cronica della patologia. Prima di procedere con un approccio chirurgico è fondamentale stabilire il grado di orbitopatia e soprattutto l’assenza di segni clinici o radiologici di attività infiammatoria, superficiale e/o profonda, attraverso la raccolta di parametri obiettivi mirati. Una volta stabilito un percorso diagnostico e clinico ben strutturato la scelta della via chirurgica, attraverso una o più procedure, è legata anche ad esigenze e ad aspetti motivazionali da riconoscere in ciascun paziente. Questa fase di trattamento va scelta dopo aver accertato la stabilizzazione della malattia tiroidea ed orbitaria e deve essere considerata di tipo riabilitativo .