DOMANDA
Salve, da 4 anni (attualmente ne ho 31) soffro di miodesopsie. La situazione è gradualmente peggiorata. Dal punto di vista materiale e psicologico, è di reale sofferenza. Ho effettuato più visite specialistiche e assunto integratori indicati. Da un mese a questa parte, anche sentendo il parere di esperti di mia conoscenza, sto considerando un intervento di vitrectomia, ma totale. Tuttavia il mio vitreo è ancora ben aderente alla retina; a ragione di ciò chiedo:
1. la probabilità che un eventuale intervento di vitrectomia completa possa causare fori retinici e quali conseguenze o limitazioni questi potrebbero comportare;
2. le conseguenze e le limitazioni che tale intervento, sebbene riuscito, potrebbe sortire a livello della retina (ad es.: maggiore sensibilità e facilità di distacco), di un successivo intervento per cataratta e in generale nei confronti di patologie o problemi futuri;
– a quale centro specializzato potrei rivolgermi
– quale terapia alternativa.
Molte grazie.
RISPOSTA
Gent.mo lettore,
non l’ho visitata e non so quale sia le condizioni del suo vitreo. Parlo pertanto in generale.
nella mia esperienza non sono mai giunto a consigliare una vitrectomia per miodesopsie, a meno che non ci siano state un’emorragia endovitreale che non tendeva a riassorbirsi oppure altre situazioni patologiche. Capisco i fastidi delle miodesopsie. Ma ricorrere ad un intervento così invasivo dal rischio elevato sia in percentuale che in gravità mi sembra eccessivo. Molte volte il problema è psicologico: cercarli, controllarli, “vederli” è ciò che bisogna assolutamente evitare: si rischia di ridursi gli spazi vitali.
Comunque è una decisione che deve prendere con chi è disposto ad operarla. E’ infatti il chirurgo che deve valutare attentamente il rischio/beneficio, tenendo presente la sua giovane età e il fatto che interviene su un occhio “sano”.
Saluti
Filippo Cruciani