DOMANDA
egregio professore le scrivo per mio padre 85enne con diagnosi di cataratta avanzata ad entrambi gli occhi e finora contario all’intervento per una fortissima fobia delle iniezioni e di tutte le attività che comportino invasione del proprio corpo. Di recente ha letto di Lei e della sua straordinaria esperienza come chirurgo oculistico ma, per una sintesi malposta dei diversi interventi chirurgici possibili sull’occhio a seconda delle patologie riscontrate, si è convinto che Lei operi la cataratta con il laser a femtosecondi, senza cioè alcuna incisione o necessità di accertamenti preoperatori che includano prelievi sanguigni. Potrebbe cortesemente chiarire in questa sede a suo beneficio e di altri che siano caduti nello stesso equivoco, che non esiste questa possibilità, e già che c’è che non si ha alcun vantaggio ad adoperare dopo rimozione del cristallino una lente correttiva esterna in alternativa a quella intraoculare? Grazie Fabio
RISPOSTA
Gent.mo Sig. Fabio,
effettivamente l’utilizzo del laser a femtosecondi crea delle incisioni senza l’utilizzo di lame, ma resta comunque la necessità di eseguire degli accessi per poter intervenire su strutture all’interno dell’occhio.
Gli accertamenti preoperatori sono a discrezione della clinica in cui si esegue l’intervento ma direi che è prassi comune richiedere almeno gli esami del sangue.
l’utilizzo di una lente a contatto esterna a seguito di un intervento di cataratta direi che non apporta nessun vantaggio dato che l’impianto di una lente intraoculare viene eseguito attraverso le incisioni di cui si parlava prima.
cordiali saluti