DOMANDA
Gentile Dottor Jannini,sono una ragazza di25anni e mi rivolgo a lei in merito alle mie difficoltà nel raggiungere l’orgasmo.Durante i rapporti con il mio fidanzato se io sono sopra e lui è sdraiato non ho alcuna difficoltà nel raggiungere il piacere ma non posso dire lo stesso per le altre posizioni.La penetrazione mi dà piacere,durante l’intero rapporto ho sensazioni che mi fanno pensare di essere vicina all’orgasmo ma in queste circostanze non l’ho mai raggiunto.Non si tratta di un problema sorto in questa relazione,con il mio ragazzo ho un bellissimo rapporto e ci amiam,bensì di qualcosa che mi succede da sempre.Questo comporta che io mi senta diversa dalle altre donne ed incapace di dare ad un uomo quello che in amore è noramle,mi sembra che così il rapporto resti incompleto.Non capisco se si tratti di un problema di conformazione fisica,di un blocco psicologico o atro.Ho sentito parlare di orgasmo vaginale ed orgasmo clitorideo ma non mi è chiara la distinzione,ed i pareri discordanti riguardo l’esistenza effettiva di2anzichè un solo tipo non mi aiuta nel chiarirmi le idee.Le pongo questa domanda perchè considero la mia attuale relazione di una certa importanza,tale per cui non mi è possibile rimandare ulteriormente la questione.Sorgono nel mio partner domande alle quali non ho risposta,in tal caso rimangono solo i fatti a parlare e testimoniare che qualcosa non va.Mi demoralizza non poter dimostrare il mio amore nel modo più bello in cui lo possa fare.La ringrazio molto
RISPOSTA
Se ben capisco, gentile signorina, lei ha normalmente l’orgasmo nella posizione della donna incombente e l’uomo succube, vero? Al contrario, nella posizione del missionario l’orgasmo non l’ha mai raggiunto, è così? Può essere che nella prima posizione riesca a stimolare meglio il clitoride esterno? Non ci sarebbe allora proprio nulla di strano, né di patologico. L’orgasmo clitorideo è garantito a tutte. Per questo può ottenerlo in qualsiasi posizione penetrativa, purché sia contemporaneamente stimolato il clitoride.
Tutte le coppie hanno posizioni preferite e “vantaggiose” sul piano del piacere. Vero è che potrebbe trattarsi, nella sua posizione preferita, di una stimolazione dell’orgasmo uterino, che qualche donna ammette di avere. Ma potrebbe semplicemente dipendere del fatto che quella è la posizione in cui lei meglio riesce a controllare i movimenti reciproci, arrivando con più facilità al climax.
Riguardo al suo ultimo dubbio: se esistano due o più orgasmi, direi che, con buona pace dei saputelli che pontificano, occorre ascoltare le donne. Ce ne sono che dicono di essere incapaci di esperire l’orgasmo attraverso la penetrazione vaginale – con qualsiasi partner e qualsiasi posizione – e quelle che invece sostengono di riuscire ad averlo anche con la sola con la penetrazione, senza stimolare direttamente il clitoride. È il suo caso? Personalmente (e i dati sperimentali lo confermano) credo a entrambe. Lei parla di conformazione anatomica. Certo che l’anatomia aiuta, ma non determina: è più facile che uno schermidore con le braccia lunghe ‘tocchi’ prima di un avversario dalle braccine corte. Ma certamente non si vincono medaglie in pedana solo grazie alla lunghezza delle braccia. Contano esperienza, allenamento, intelligenza.
Concludo suggerendole meno tensione nella ricerca dell’orgasmo. Fare l’amore non è una gara e l’orgasmo non è una medaglia. Anzi, dipendendo molto dalle capacità di abbandonarsi, sarà più facile nelle donne che non lo ricercano ossessivamente e che, con cura e amore, imparano a conoscere se stesse e i segnali del loro corpo.