otosclerosi

    DOMANDA

    Buongiorno, le sottopongo il mio caso: mia figlia di 20 anni è affetta da otoslerosi bilaterale, diagnosticata l’anno scorso; è stata operata all’orecchio sinistro a ottobre 2010 agli ospedali riuniti di Bergamo senza alcun giovamento, anzi con peggioramento sui toni gravi e acufeni, che prima dell’operazione non aveva.

    Oggi il nuovo chirurgo consultato, dopo aver stabilito che il sinistro è eventualmente protesizzabile, proporrebbe di operare anche il destro, che ha una diminuzione di 45 decibel. Oppure ricorrere a protesi, che però la paziente rifiuta.

    Considerato l’esito della precedente operazione, siamo ovviamente angosciati.

    Qual è il rischio che corriamo nell’aspettare o nel farle mettere le protesi, nel caso dovesse convincersi? La malattia progredirrebbe fino a non poter più intervenire? Su questo punto i due luminari ci hanno dato risposte contrastanti, e noi siamo in uno stato confusionale.

    Grazie se vorrà rispondermi

    RISPOSTA

    gentile signora

    L’otosclerosi si comporta in modo molto variabile e individuale, si potrebbe dire “capriccioso”, anche perchè probabilmente non si tratta di una entità patologica “unica”. Nella maggior parte dei casi l’evoluzione è lenta e interessa con frequenza quasi sovrapponibile anche i maschi. In alcuni casi l’otosclerosi può portare ad una ipoacusia anche grave e in pochi casi si può arrivare all’impianto cocleare.

    Non è semplice risponedere alle sue domande soprattutto perchè non è chiaro “quanto” è peggiorata sua figlia con l’intervento effettuato a Bergamo e soprattutto “quale” fosse l’entità della ipoacusia prima dell’intervento.

    L’intervento va sempre proposto in “alternativa” alla protesi acustica in quanto entrambi correggono l’ipoacsuia e nessuno dei due “ferma” la malattia.

    La scelta se intervenire o meno è del paziente; in Italia i pazient in maggioranza, soprattutto se giovani, preferiscono essere operati, con i rischi per quanto bassi che l’intervento comporta, piuttosto che portare una protesi acustica.

    Mi sembra che il consiglio del dr Parschi sia corretto: dopo aver testato che l’orecchio sinistro sia in ogni caso protesizzabile (non si opera mai l’unico orecchio “udente”), con una ipoacusia di 45 db a destra si pongono le 2 alternative: protesi o intervento di stapedoplastica.

    cordiali saluti

    Alessandro Martini