DOMANDA
Gentilissimo dottore, innanzitutto grazie davvero per il servizio on line che sto ricevendo, desiderei avere chiariti alcuni dubbi e cioe’:
1)avendo letto che il papilloma virus e’ responsabile non solo della cervice uterina ma in rari(HO LETTO CHE ULTIMAMENTE DI PIU’ RISPETTO A QUELLI CHE BEVONO ALCOOL E FUMANO) casi anche dei tumori al cavo orale, orofaringeo, bocca ed esofago, come devo fare a scoprire se io o la mia ragazza, avendo avuto diversi patners prima di fidanzarci ed avendo avuto molte tipologie di rapporti sessuali come fellatio o altro………insomma che esami devo effettuare per individuare una eventuale presenza di virus(anche i ceppi pericolosi 16 e 18) nel tratto orofaringe, esofago, gola etc????????
2 bis) dovremmo effettuare dei controlli periodici (ogni 6 mesi , ogni anno, etc…) come fibroscopio dall’otorino e gastroscopia dal gastroenterologo??
2)esiste un sistema di diagnosi precoce come quello del pap test, colposcopia e test hpv per la gola o l’esofago???
3) ho letto che i tumori legati al tratto orofarinegeo ed esofago sono molto rari e colpiscono meno di 6 persone su 100000, lei conferma???
3bis)il virus puo’ provocare anche il cancro alla vescica??
4) non ho capito se 6 persone su 100000 sarebbere rispetto a quelli che hanno il virus hpv orale o in generale alla popolazione, se possibile dottore la prego di leggere gentilmente tutti i quesiti e di togliermi questi grandi dubbi che mi stanno premendo, grazie e a presto.
RISPOSTA
Gentile lettore oggi si discute molto del rapporto tra le neoplasie del cavo orale orofaringe ed il virus HPV ma mi rendo conto che le informazioni sono in realtà molto confuse. Questo è anche causato dalle non complete nostre conoscenze sul reale ruolo del virus e dai quotidiani annunci allarmistici sul virus e sulle pratiche sessuali.
Cercherò di rispondere e chiarire i suoi dubbi.
I tumori del cavo orale hanno un’incidenza in Italia di 8 nuovi casi ogni 100mila abitanti per gli uomini e di 3 casi ogni 100.000 abitanti per le donne. Le confermo che sta crescendo l’incidenza della malattia in una fascia di età più giovane senza la presenza dei fattori di rischio più noti quali il fumo e l’alcool.
Diversi autori hanno dimostrato la presenza del subtipo virale 16 e 18 nei carcinomi squamocellulari della cavità orale ed è stato immediatamente ipotizzato un ruolo etiopatogenetico dell’ HPV nella genesi di questa neoplasia maligna, oltre a quelle dei tumori del collo dell’utero e di altre aree genitali, sia femminili che maschili.
Tale correlazione giustificherebbe l’aumento di incidenza del carcinoma a cellule squamose dell’orofaringe, soprattutto nei Paesi più sviluppati, dove, tra il 60 e l’80 per cento delle biopsie si rivela la presenza del virus Hpv.
Comunque, a parte questa evidenza clinico ed epidemiologica, appare utile una semplificazione, specificando che esistono due entità diverse: il virus HPV e le malattie causate dal virus.
ll virus HPV, al pari di altri microrganismi, è frequentemente riscontrabile a carico delle mucose e può determinare due quadri patologici: le verruche e le precancerosi. Le verruche sono causate da ceppi di papillomavirus cosiddetti benigni per la bassissima possibilità di indurre trasformazione neoplastica maligna nel tempo; le precancerosi, di contro, sono correlate alla presenza di ceppi definiti ad alto rischio; questi sono così denominati perché, associandosi alla comparsa di lesioni precancerose, manifestano una potenzialità evolutiva che si correla allo sviluppo tumori maligni.
Le precancerosi del cavo orale sono lesioni bianche o rosse che non regrediscono spontaneamente e non si tolgono con lo sfregamento. In una bassa percentuale di esse si riscontra il virus HPV.
Nei vari distretti ove è possibile trovare il virus (cavo orale, ano, laringe, pene, vagina, vulva, uretra…etc. etc…) l’unica sede dove c’è l’indicazione ad uno screening, cioè una ricerca sistematica in soggetti asintomatici cioè senza lesioni, è la cervice uterina; in questa sede si usa il test HPV per identificare chi è negativo e può andare al controllo a 5 anni, e chi è positivo al virus HPV che invece deve fare il pap test. Chi è positivo al test HPV cervicale non è infetto ma è un soggetto “a rischio”; dove a rischio significa che deve fare il pap test e non significa che gli viene un tumore.
Certamente nel distretto cervico-facciale può essere utile una visita di prevenzione per escludere la presenza di lesioni con caratterische della precancerosi, ma non vi è oggi un forte razionale a cercare il virus HPV in tutti i soggetti, perchè conoscere la positività al test non si sa se è utile per la salute dello stesso.
Questo è un ambito di ricerca; quindi in molti centri si eseguono dei test e degli esami citologici in questo distretto, ma hanno uno scopo conoscitivo.
Le conoscenze di oggi ci permettono di scrivere che la presenza di un test positivo non rappresenta una “infezione”, cioè uno stato di malattia e nè rappresenta una fonte di contagio, dove per contagio si intende il passaggio di un malattia.