parere

    DOMANDA

    Gentile Prof. Jannini sono un ragazzo di 28 anni affetto sin dai primissi rapporti da eiaculazione precoce. Ho provato con la crema emla ma non è soluzione praticabile sul lungo periodo anche perchè ne risente l’erezione. Adesso sto prendendo la paroxetina da diversi mesi,20mg al giorno, ma non ho nessun miglioramento. L’urologo che ho consultato mi ha proposto di provare la dapoxetina ma sinceramente non sono così entusiasto della proposta. Essendo della stessa famiglia, se non ha funzionato la paroxetina come può funzionare la dapoxetina? Lei che ne pensa? Ci sono altre terapie che possono risolvere il problema o mi devo rassegnare? La ringrazio in anticipo per l’attenzione.

    RISPOSTA

    Rassegnare, mai! Paroxetina è un farmaco indicato per la depressione, con un certo peso di effetti collaterali. Al contrario dapoxetina è l’unico farmaco approvato in Italia e nel mondo specificamente e unicamente per l’eiaculazione precoce. Pur appartenendo alla stessa famiglia della paroxetina (gli SSRI), non è un antidepressivo e funziona al bisogno. Si assume cioè prim del rapporto. I risultati migliori si hanno con un corretto inquadramento andrologico e sessuologico che cerchi le possibili cause organiche, intrapsichiche e relazionali che possono essere alla base del disturbo. Nei casi resistenti, si hanno ottimi risultati associando la dapoxetina (che ha due dosi: 30 e 60 mg, e questo può fare la differenza) con il counseling sessuologico e, eventualmente, la terapia locale.