DOMANDA
Buongiorno gentilissimo Dottore. Per favore avrei bisogno di un suo cortese e professionale parere..
Sono una signora 64enne, in cura ipertesiva da 22 anni difficile da trattare che comprende attualmente: beta bloccante 2,5 mg., ibersantan 300 + diuretico 12,5, diltiazem 30 mg x3, doxasosina 2 mg., statina 10. Sono altresi in FAP da 3 anni, cura almarytm 100 x 2 + coumadin.
Mi è stata proposta l’ablazione transc. ma io non sono molto convinta, mi spaventano i rischi (oltrettutto ho l’atrio sx dilatato) e mi deludono le scarse probabilità di successo. Ho sentito dire che l’ablazione chirurgica detta anche mini-invasiva con chiusura auricola (che tra l’altro mi permetterebbe di uscire dalla terapia anticoagulante se non ho capito male) presenta percentuali molto più alte di successo della più conosciuta ablazione transcatetere di cui il cardiochirurgo stesso afferma che nel mio caso ci sarà bisogno di una seconda procedura e questa affermazione contribuisce a rendermi ancora più scettica.
Gentile Dottore, compatibilmente con il tempo a Sua disposizione, per Favore, sinteticamente 2 parole su questa tipologia di intervento ed il Suo o graditissimo parere. Ringrazio sentitamente e cordialmente saluto.
RISPOSTA
si fidi del suo elettrofisiologo, è l’unico che può valutare rischi/benefici, che la conosce e conosce la risposta alla terapia.
prima di procedimenti invasivi bisogna essere certi che la terapia medica non sia efficace
cordiali saluti
ettore vitali