Paura del buio

    DOMANDA

    salve, sono una ragazza di 17 anni e ho una paura infantile. la paura del buio. quando dormo devo restare con la porta aperta non riesco piu a dormire con la porta chiusa. quando mio padre di sera mi chiede di andare su x le scale (dove non c’ è luce) a prendergli qualcosa devo dirgli di no. quando resto sola al buio ho paura, tremo sudo batte velocissimo il cuore, ma tutto questo solo se sono sola, perchè se c è qualcuno non mi succede.un’ altra paura che ho apparte questa del buio è quella di stare sola in casa o in una stanza.mi guardo attorno di continuo sudo batte fortissimo il cuore e se qualcuno bussa alla porta a volte non ho neanche il coraggio di alzarmi e andare ad aprire. cosa posso fare? è normale a 17 anni ad avere una simile paura??

    RISPOSTA

    Cara ragazza,

    la paura del buio o scotofobia (nictofobia se è limitata unicamente all’oscurità notturna come mi pare di capire dal suo caso) è alquanto comune nei bambini e lo è anche in alcuni adolescenti e adulti, sebbene con diversa gravità e con la presenza, di “paure accessorie”.

    Ad esempio la paura di rimanere soli o di stare soli a casa, come lei mi racconta.

    Già nella sua domanda mi dice che la reputa una “paura infantile” e che “deve fare alcune cose” o che “non riesce a farne altre”.

    In questo modo giudica (o alcuni accanto a lei hanno giudicato) il suo comportamento ed il suo modo di affrontare cio’ che teme come “bambinesco” e si e’ creata una strategia per affrontarla: evitare di fare alcune cose (aprire la porta, prendere le cose a suo papa’, etc).

    Il suo corpo, inoltre, le manda dei segnali (suda,trema, tachicardia-le batte forte il cuore) ed e’ come se già in partenza le dicesse: “non ce la farai, e qualsiasi cosa potrebbe accadere, non riuscirai a sopportarla”.

    E’ comunque una paura facilmente gestibile e puo’ avere molte spiegazioni che, non conoscendo il suo caso nello specifico non posso azzardare.

    In via generale, durante la fase dell’adolescenza sono molte le incertezze e i dubbi legati a questa fase di crescita che è una sorta di “passaggio” da un’età ad un’altra.

    Se non vi è stato un esordio traumatico (eventi spaventosi accaduti durante la notte o al buio, racconti raccapriccianti in cui si narrano avvenimenti accaduti di notte, etcc) talvolta e’ legata al fatto che l’ambiente familiare-scolastico ci faccia sentire sempre bisognosi di protezione e poco autonomi.

    In alcuni casi puo’ essere collegabile a difficolta’ a comunicare i propri bisogni , emozioni e sofferenze con gli adulti e coetanei.

    Uscire da una paura, significa soprattutto essere autonomi rispetto alle limitazioni e sofferenze che essa ci impone.

    Quindi il mio consiglio e’ di parlarne con i suoi familiari apertamente, se ancora non l’ha fatto, e di scendere quelle scale, inizialmente con una candela o una pila (cosi’ almeno vede dove mette i piedi) e fischiettando o cantando mentalmente una canzone che lei preferisce.

    Poi, quando si sentira’ piu’ sicura, tolga una delle due strategie (la canzoncina o la pila, scelga lei) e veda cosa succede. Se riesce a sopportare il cuore che battera’ sicuramente forte (e’ assolutamente normale che accada) puo’ togliere anche l’ultimo “appiglio”.

    Faccia lo stesso con la porta della stanza (tenendola chiusa sempre di piu’) e poi con il rimanere sola in casa (inizi rimanendo sola in una stanza e poi via via sopportando di rimanere sola per piu’ tempo dentro la casa senza la presenza di nessuno).

    Ma e’ sicura che alla fine non dira’ a suo padre: No, le cose non te le vado a prendere?

    Cari saluti e buona vita

    Emanuel Mian