DOMANDA
Salve. Le scrivo in merito a un problema che ha il mio ragazzo. E’ un adulto di 35 anni. In pratica quando si ferisce (anche davanti a un taglietto microscopico) oppure ha un dolore per cui gli viene consigliato di andare dal medico ha un attacco di panico. Non accade se il problema riguarda gli altri ma solo se riguarda lui.Diventa pallido, trema, gli occhi roteano e sviene. Pur riconoscendo che non si è fatto nulla,
la sua mente è più veloce e difficilmente riesco a tranquillizzarlo e non sò che fare per aiutarlo. Non siamo riusciti a capire da cosa derivi quest’ansia e come intervenire perchè in più occasioni si è presentato questo evento. Come è possibile capire da cosa derivi? Cosa fare in queste occasioni? Come intervenire? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
RISPOSTA
Carissima capire senza l’aiuto di uno specialista, in questo caso psicoterapeuta, le radici della nostra ansia e risolverle non è possibile. Dovete rivolgervi ad uno psicoterapeuta che sia abilitato all’uso dell’E.M.D.R che aiuterà il suo ragazzo prima ad individuare i nuclei traumatici che provocano la risposta, desensibilizzare il cervello allo stimolo ansiogeno o, e ricostruire un rapporto saldo con il sè la dove la problematica ha prodotto zone d’inadeguatezza e insicurezza