pelle d’oca

    DOMANDA

    Buongiorno, non so se il mio quesito possa trovare risposta in questa sezione neurochirurgica ma provo. Sono stata operata al retto per un prolasso e da allora ogni volta che appare lo stimolo noto che soprattutto su una natica compare una zona di “pelle d’oca” che prima dell’intervento non appariva e sparisce dopo lo svuotamento per riapparire quando l’ampolla si riempie di nuovo. Questo intervento mi ha causato una serie di problemi che tralascio ma ho effettuato una emg del piano perineale che sostanzialmente indica denervazione e neuropatia da probabile compressione nel territorio del pudendo. Quindi la mia domanda è,questo sfogo/orripilazione che appare sulla pelle cosa significa e perche’ avviene?è segno di sofferenza nervosa o è una reazione muscolare o che origine ha?in generale la pelle d’oca è espressione di cosa? la ringrazio molto per una spiegazione.

    RISPOSTA

    io penso che sia un’innervazione aberrante da parte di fibre che sono ricresciute dopo essere state sezionate e che si sono sbagliate nella esatta direzione da prendere (cosa del resto del tutto normale) e che abbiano così imboccato l’invito dato dai residui della membrana mielinica che erano nella zona della lesione ma che però appartenevano originariamente ad altre fibre, dello steso nervo, sezionate, ma che però erano sensitive e che altrimenti servivano ad innervare la cute del perineo e, in parte quella della natica. Per esempio potrebbero essere fibre efferenti simpatiche che ricrescendo hanno imboccato ciò che rimaneva di altre fibre sensitive tattili (lo scheletro delle pareti della membrana milelinica che ne resta dopola sezione, fa appunto, da richiamo per la ricrescita e, si dice, “ha un’azione neurotropica”). Per cui adesso queste fibre efferenti mieliniche autonome, nella loro ricrescita sono arrivate nel luogo di arrivo che non è quello corretto per loro, una ghiamdola o una muscolatura liscia per lo svuotamento dcel retto, bensì, sono arrivate, dette fibre autonome nella ricrescita, ad un bersaglio diverso , in quanto sono arrivate, seguendo quel ramo perineale del pudendo fino alla cute di una determinata regione della natica. Così, in certi momenti, quando c’è una prevalenza orto simpatica, nell’equiilibrio tra i due sistemi, orto e para, vi è una grande efferenza lungo le fibre ortosimpatiche (come appunto nel caso dell’eiaculazione, dello svuotamento dell’alvo, et c.) e questa efferenza (stimoli elettrici) viaggia anche dove non era in origine per lei da viaggiare, sino ad un target cutaneo periferico. In questo target dette fibre autonome, al posto di riportare stimoli tattili, producono questo fenomeno della pelle a buccia d’arancia e dell’orripilazione, grazie alla contrazione dei muscoli dell’apparato pilifero (che in questo caso vengono iper attivati da parte del sistema nervoso autonomo). Qualcosa del genere succede quando si ha, durante un intervento di asportazione della parotide, per tumori o cisti, una lesione delle fibre dell’auricolo temporale: le fibre vegetative di questo nervo, che è un ramo del trigemino, ricrescono entro ciò che resta delle fibre sensitive dello stesso nervo auricolo temporale e, in loco, sulla tempia, quelle fibre simpatiche, in occasione di un pranzo, con salivazione o gusto dei cibi, producono rossore e sudorazione sulla tempia (fenomeno di von Frey). Nel suo caso il nervo leso potrebbe essere stato un cutaneo posteriore perineale, un ramo del pudendo, e l’invasione del suo originale target periferico (la cute della natica in questione) può essere stata condotta da fibre vegetative (che hanno complessivamente una capacità di ricrescita superiore alla fibre somatiche). Niente di grave insomma, sarebbe, come tanti altri (fenomeno di marcus gunn, delle lacrime del cccodrillo, dell’occhiata della mascella, et c., per quanto riguartda i rapporti tra 7° e 5°), un fenomeno paradosso da reinnervazione aberrante.