Perché non riesco ad andare avanti negli studi?

    DOMANDA

    Gentile Dott.ssa, Le scrivo soprattutto per avere il conforto che solo chi capisce può dare. Sono una studentessa fuori corso, iscritta ormai dal 2006/2007. Mi trovo nella situazione di non sapere cosa fare, se ritirarmi o andare avanti (mi mancano 9 esami su più di 30 totali). Ogni aspetto ha i suoi pro e i suoi contro, tendenzialmente vorrei continuare, ma faccio davvero fatica, ogni volta che non passo un esame mi sento un disastro e mi sembra di non riuscire più a capire nulla. Oltretutto, mi deprimo a vedere i miei compagni di corso che si stanno ormai laureando alla magistrale, mentre io sono ancora qui. Mi spiace che non ci siano dei supporti nella mia università, sarebbero tanto utili a me e alle altre persone nella mia situazione che stan facendo di tutto per recuperare. Lei che consigli mi dà? Come posso stare tranquilla in una situazione simile, e dedicarmi più tranquillamente allo studio? Grazie per la Sua attenzione, Daisy

    RISPOSTA

    Il suo scritto presenta due distinte problematiche.
    La prima riguarda l’indecisione fra continuare il percorso di studi o abbandonarlo che si rifà a ragioni pratiche che lei stessa riporta legate al numero di esami ancora da sostenere, ma anche ad una serie di desideri e di proiezioni di sé espresse a suo tempo, al momento dell’iscrizione e che potrebbero essere rinnovate, riprese, aggiustate. Si chieda cosa intende fare della sua vita e quale professione la attira .
    La seconda problematica è di tutt’altra natura e si riferisce alle emozioni e alle reazioni che prova al sapere di non avere superato l’esame.
    Le emozioni discendono dagli obiettivi, dalle aspettative e da quanto si investe, cioè si ritiene importante ciò che si sta facendo. Sono però anche modalità tipiche con cui rispondiamo agli eventi e che ci caratterizzano. La invito pertanto a chiedersi se il suo abbattersi riguarda solo o quasi unicamente il contesto universitario (e il tal caso significa che ci tiene a riuscire in quell’ambito ragion per cui l’incoraggiamento è quello di non desistere dal proprio sogno) oppure se è una reazione che osserva in sé a fronte di qualsiasi insuccesso, difficoltà. In tal caso l’invito sarebbe quello di lavorare su di sé nell’ottica di individuare modalità più adattive e ‘forti’ di reagire.. Ad esempio dicendosi ‘non valgo per ciò che ottengo, faccio, ma per la persona che sono’.’Nessuno mi potrà mai spogliare dei miei sogni, come dei miei ideali. Anche se ciò che mi accade è duro da affrontare’.
    In fondo si potrebbe peraltro ravvisare anche una terza problematica ovvero un 2bis: è indecisa se continuare o meno perché non riesce a sopportare lo stress degli insuccessi .. E’ un accostamento possibile, ma non necessario, anzi.. Sarebbe come dirsi ‘Siccome ho paura/non ce la faccio/mi vergogno/mi sento giudicata.. rinuncio… ‘
    Non è un scegliere sereno, perché non ha come movente un obiettivo da raggiungere o un desiderio da realizzare o il mettere a frutto le proprie disposizioni, ma il fuggire.. E’ come se lei non fosse attratta da.. ma scappasse.. nella misura in cui l’opzione 2bis fosse almeno un po’ vera.
    La invito quindi a porsi le domande che le ho suggerito e a ben calibrare l’origine del suo scegliere.. Che cosa intende fare e per chi ?
    Ogni scelta che farà potrà essere quella giusta, purché tesa ad un obiettivo e non mossa da paure.
    Le auguro inoltre in questo processo di scegliere per sé, di motivarsi e di rifuggire da giudizi, comparazioni, confronti che rischiano non solo di sminuirla, ma addirittura di impedirle di essere qualitativamente diversa da ogni altra ..e cioè di vivere quel ‘unico ed irripetibile’ che ci caratterizza, ognuno a modo suo
    Sento che ce la farà a chiedersi e a rispondersi a queste cruciali domande e soprattutto che alla fine di queste ‘fatiche da crescita’ si ritroverà più arricchita. Incontri se stessa fuor di paure e la sua strada (la sola sua) le si parrà davanti, pronta per essere percorsa.