perdita di vitalita’

    DOMANDA

    Egregio Dottore, ho 48 anni, single, convivo con un divorziato, 56 anni, con figlia da circa 4 anni. Lui e’ separato da tanti anni e la sua crisi personale e’ iniziata nel momento in cui sua madre si e’ ammalata di Alzheimer, ed ormai sono quasi 2 anni. Si e’ allontanato da me giorno dopo giorno, chiudendosi in se stesso e diventando taciturno e privo di interesse per qualsiasi cosa. Il culmine e’ stato nel mese di aprile quando, a seguito di un litigio, mi ha espresso il desiderio di voler stare da solo in casa per cui ho fatto la valigia e me ne sono andata in un residence, non sapendo dove altro andare e dove sono rimasta un mese. Dopo soli 3 giorni che ero fuori di casa suo padre e’ morto in ospedale e questa cosa ci ha fatti riavvicinare. Lui mi ha detto che questa lontananza da me gli serviva per capire come mai i sentimenti nei miei confronti si erano offuscati al punto da desiderare di stare solo. La cosa strana e’ che quando non ero in casa mi cercava, gli mancavo, ed era tornato quello dei primi tempi,affettuoso e sorridente, nonostante il lutto. Sono rientrata in casa e lui e’ piombato di nuovo in uno stato di malessere, pur essendo comunque meglio di come era prima che andassi via di casa. Pur comprendendo che sua madre e’ praticamente morta, suo padre non c’e’ piu’, con sua figlia ha un rapporto difficile, per me non e’ facile stargli accanto. Lui e’ seguito da uno psicologo al quale si e’ rivolto da qualche mese. Che cosa mi consiglia di fare? Grazie e saluti.

    RISPOSTA

    Gentile Signora,
    dall sue parole traspare un forte malessere relativo alla situazione ch vive in casa con quest’uomo, il quale appare poco attento ai suoi bisogni. Nella sua lettera, tuttavia, lei non parla esplicitamente di cosa “sente” per quest’uomo, cosa la spinge a prendersi cura di lui nonostante tutto. La invito a fare più attenzione a se stessa, a prendersi cura di lei prima di aspettare che lo faccia lui. Ricercare una sua maggiore autonomia sicuramente le darà dei benefici, a prescindere che strategicamente sembra possa funzionare anche nei confronti del suo partner, più attento a lei quando teme di perderla e “distratto” nella normale routine. Le suggerisco di guardarsi dentro per comprendere cosa le piaceva e cosa non le piace più di quest’uomo. Si prenda del empo per porsi queste domande e ricordi che la crisi, se affrontata, può tramitarsi anche in un’occasione di crescita personale. Tenga separati il diritto di quest’uomo ad avere momenti di solitudine mentre affronta un periodo doloroso della sua vita dal diritto reciproco di fare chiarezza sulla vostra situazione di coppia. Essa va affrontata con un dialogo pacato in cui ciascuno affermi le proprie difficoltà ed i propri desideri, i motivi di malcontento e le disponibilità reciproche. Tanti auguri…