DOMANDA
GENTILE DOTTORE, LA CONTATTO PER CHIEDELE UN CONSULTO CIRCA LA SITUAZIONE CLINICA DI MIA MADRE, UNA DONNA DI 52 ANNI. IN SEGUITO A DOLORI AL BRACCIO, HA ESEGUITO UNA RX CHE HA EVIDENZIATO LA PRESENZA DI PERIARTRITE SCAPOLO OMERALE CON UNA GROSSOLANA CALCIFICAZIONE VICINO LA CUFFIA DEI ROTATORI. IL FISIATRA CHE HA INIZIATO A SEGUIRLA LE HA FATTO FARE IN PRIMIS UNA CURA DI ANTINFIAMMATORI PER BOCCA, NONCHè DELLE PUNTURE CHE A QUANTO PARE SI USANO NELLA CURA E PREVENZIONE DELLA OSTEOPOROSI.IL TUTTO ACCOMPAGNATO DA SEDUTE DI TEKARTERAPIA E DI EDUCAZIONE RIABILITATIVA PER CONSENTIRE IL MOVIMENTO DEL BRACCIO.MENTRE LE ONDE D’URTO SECONDO LUI NON MIGLIORERERBBERO LA SITUAZIONE POICHè LA CALCIFICAZIONE è GROSSA. IL PROBLEMA è CHE A TUTT’ OGGI IL DOLORE PERSISTE, CIOè MIA MAMMA CONTINUA AD AVERE DEI DOLORI CHE MOLTO SPESSO LE CAUSANO NOTTI INSONNI. ALLA LUCE DI QUANTO LE HO SCRITTO, LEI COSA CI CONSIGLIA DI FARE? LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE.CORDIALITà
RISPOSTA
La cura della periartrite calcifica della spalla segue in genere un protocollo ben preciso: 1) infiltrazione unica di cortisone da non ripetere prima di 2 mesi, per togliere infiammazione e dolore 2) applicazione delle onde d’urto (in genere 3-4 sedute a distanza di 3-5 giorni l’una dall’altra) che sciolgono in parte o del tutto i depositi calcifici. L’importante è di non sciogliere completamnete le calcificazioni, ma di ridurle di quel tanto che basta a non perpetuare il processo infiammatorio 3) una volta risolto il quadro doloroso si potrà procedere alla riabilitazione per far riprendere funzionalità alla articolazione della spalla.
RM