piede cadente

    DOMANDA

    il 7 maggio mio marito, 67 a. e con diabete curato con dieta e solosa, accusa forti dolori alla gamba destra, coscia e interno ginocchio. il med.curante prescrive voltaren e muscoril x 10 gg senza risultato cui aggiunge palexia. facciamo rx che evidenzia artrosi diffusa l4l5 e l5s1 + spondilite. i dolori non passano, facciamo RM (piccole ernie l4l5 l5s1 e visita neuroradiologo che il 4 giugno, considerati i forti dolori, sottopone mio marito a chemiodiscolisi con O2 e O3. Sta meglio ma solo x pochi gg. il quinto giorno compare il piede cadente. facciamo ulteriore RM che evidenzia lieve riduzione dele già piccole ernie. il neurorad. chiede consulto neurochirurgo che ci informa che l’intervento non doveva essere fatto e ci consiglia TAC ed altra Elettromiografia informandoci che non c’è spazio x intervento chirurgico. Lei che ne pensa di questo guazzabuglio? che cosa ci consiglia di fare? Grazie
    Lucia

    RISPOSTA

    Al momento attuale non credo che possa essere fatte scelte diverse da quelle intraprese. alla comparsa del deficit neurologico (piede cadente) probabilmente l’intervento avrebbe dovuto essere preso in considerazione sebbene in un paziente diabetico la scelta e la probabilità di regressione del deficit sono minime.

    Cordialmente

    R Assietti