DOMANDA
Buongiorno Dottore, a mio figlio di 10 anni non ancora compiuti a seguito di una visita ortopedica gli è stato diagnosticato “piede piatto bilaterale con scafoide accessorio”. Ci è stato consigliato un intervento chirurgico correttivo. Volevo chiederle se ci sono alternative all’intervento chirurgico, premetto che per tre anni ha portato il plantare, ma senza risultati.
Ringrazio anticipatamente.
Cordiali saluti
Stefania
RISPOSTA
Gentile signora graze per l’opportunità di parlare di questo argomento che di fatto implica due entità cliniche differenti.
Lo scafoide accessorio non è altro che un osso sovrannumerario che cresce parallelamente allo scafoide del piede e si fonde con esso durante l’adolescenza. Il risultato di questa fusione è quello di uno scafoide che è apparentemente più grande e che sporge dalla cute della parte interna del piede.
Il piede piatto o pronato valgo invece riguarda l’abbassamento o l’assenza della volta plantare interna o “mediale”del piede.
L’associazione delle due entità rende il piede visibilmente piu “piatto” dato che l’osso accessorio scafoideo in presenza di valgo pronazione diviene ancora piu sporggente e puo’ creare dei problemi di sfregamento della cute sovrastante con borsiti e infiamazioni locali
Il plantare puo essere utile per diminuire l’eventualità di questo sfregamento e delle sue conseguenze ma di solito non modifica sostanzialmente la struttura del piede.
Spesso tuttavia un piccolo intervento di correzione del piede piatto modifica a sufficienza la conformazione interna del piede risolvendo anche i problemi che lo scafoide accessorio puo’ creare.
Resto a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti
Cordiali saluti
Prof Nicola Portinaro