Policitemia vera ed ematocrito

    DOMANDA

    A fine anno 2009 dopo aver notato un costante valore elevato di ematocrito superiore a 53 ed effettuati tutti gli esami, mi è stato diagnosticata una policitemia vera.
    Da allora tenuta sotto controllo tramite salassi all’incirca ogni 3-4 mesi atti a tenere l’ematocrito sotto i 50.
    Nel 2010 ricerca mutazione esone 12 jak2 e jack2 v617f ha dato esito negativo.
    Integrata la cura con Cardioaspirin 1 cp. al giorno fino ad ora.
    Non ho mai avuto problemi di natura cardiaca, ne sintomi correlati. Esami cardiologici OK.
    Dalla primavera scorsa l’ematologo che mi ha in cura ha deciso di mantenere l’ematocrito sotto 48 e per me la cosa sta diventando pesante in quanto devo ricorrere a salassi con cadenza mensili.
    La mia età attuale è 60 anni.
    Le chiedo, se a suo parere, è proprio indispensabile, tenere sotto i 48, oppure mantenere quello fatto fino ad adesso (< 50). A gistificazione l'ematologo porta il fatto che questo livello (48)riduce del 30% la possibilità di problemi cardiaci.
    Distinti saluti.
    Giovani ing. Marino

    RISPOSTA

    Trattandosi di una policitemia vera (una delle rare forme che sono negative alla ricerca delle mutazioni di JAK2) è assolutamente indicato mantenere il valore ematocrito attorno al 45% perchè valori più elevati si accompagnano ad un aumento dle rischio di eventi trombotici. Se questo non è agevole per la eccessiva frequenza dei salassi si può scegliere se accettare un valore di ematocrito più elevato (es, 47%) o iniziare un trattamento con farmaci citostatici. Quesat scelta viene fatta, oltre che discutendola con l’interessato, in base ai fattori di rischio individuali