DOMANDA
SALVE CORDIALE DOTTORESSA,
LE ESPONGO UN PROBLEMA CHE CREDO ABBRACCI TUTTA L’UMANITA’ E LE COPPIE… LA MIA RAGAZZA MI HA SCARICATO PERCHè DICE CHE NON TROVA PIU’ PASSIONE, AMORE E CHE LA SUA VITA HA BISOGNO DI UNA SVOLTA, LEI NON HA NESSUN ALTRO RAGAZZO PER ORA, MI HA LASCIATO PROPRIO PERCHE’ CON ME SENTE CHE L’AMORE E’ FINITO.
IO STO ACCETTANDO QUESTA COSA PERO’ C’è UN PENSIERO CHE MI RODE L’ANIMA… PENSARLA A LETTO CON UN ALTRO RAGAZZO QUANDO LO TROVERA’ MI FA SALIRE UN ANSIA E UNA RABBIA PAZZESCA, SENTO CHE LEI E’ MIA E PENSARE CHE QUALCUNO LA POSSA TOCCARE MI FA TREMARE LE MANI…. PERCHE’ NOI SIAMO COSI POSSESSIVI? COME SI PUO’ VINCERE QUESTA COSA QUANDO DUE PERSONE SI SEPARANO? MI AIUTI…. CREDO CHE POSSA ESSERE UTILE A MOLTI…… GRAZIE
RISPOSTA
Caro Amico, le sue parole mi inducono a raccontarle un episodio molto personale: non molto tempo fa mi è stata rubata una preziosa auto sportiva del 1960 cui ero particolarmente affezionata, ed il pensiero che ora sia in uso a chissà chi, per cui non ha alcuno dei significati che aveva per me, rinnova ogni volta il mio dolore, ma purtroppo questa è la realtà delle cose ogni volta che il nostro possesso è violato. Sono, poi, portata a chiedermi se il furto sarebbe stato egualmente possibile qualora avessi fatto installare un antifurto più sofisticato, o qualora l’avessi lasciata in un posteggio custodito.
E’ certo che mai più lascerò un’auto di pregio parcheggiata per strada, così come da allora ho sempre preteso l’installazione dei dispositivi antifurto più efficaci.
In altre parole, ho tratto insegnamento dall’evento doloroso per porre le premesse che mai più possa ragionevolmente ripetersi.
Proprio questo è l’elemento positivo che anche lei può trarre da una vicenda dolorosa: domandarsi dove ha sbagliato, contribuendo in tal modo al verificarsi dell’evento negativo.
La possessività e la gelosia ci appartengono. Nessuno ne è immune. Meglio ammetterlo. Così possiamo fare in modo che non travolgano noi stessi e la persona che ne è destinataria.
Ogni essere umano deve confrotarsi con questi due sentimenti. Con calma, con cura possiamo, dalle lezioni che la vita stessa ci dà, capire che non producono buoni effetti, che non danno vantaggi, perchè nessuno accetta di essere “posseduto” da nessuno. Da qui nascono reazioni di ostilità e di fuga. Di difesa.
Allora perchè non concentrarsi di più sulla qualità del rapporto mentre lo si vive? Cosa si sta dando all’altro? Cosa gli si sta togliendo? La consapevoleza di ciò che di buono ci si sta scambiando, l’intensità di quello che si sta vivendo riducono magicamente il bisogno di possesso.