postumi frattura del piatto tibiale

    DOMANDA

    Gentile Dottore,
    il 25 maggio 2014 , per una banalissima caduta da un piccoli scaletto, ho fratturato l’emipiatto tibiale esterno sx. Modico Avvallamento dell’emirima articolare.Interessamento spine tibiali lieve decalage.
    Opera ta 30/05/14 con l’applicazione di 2 viti cannulate. 1mese gesso 1 mesetutore. Da agosto fisioterapia, luglio agosto magnetoterapia +difosfonal+dibase. Metà agosto 2 bastoni semza appoggio gradualmente carico. Sul piano della funzionalità , passi gigante (complici letorture medioevale del terapista); settembre e metà ottobre tutto ok! Gradualmente ho lasciato i bastoni. Da 1settimana idroterapia. Poi…i dolori! Il medico consultato privatamente mi dice di interrompere qualsiasi terapia fisica tranne un eserciziettoda fare da sola per rinforzare il quadricipite. I medici consultati privatamente sono due. Per il primo sarebbero utili acido ialuronico e prp; per il secondo, devo interrompere sia fisio che idrokinesi.
    I dolori sono quando do troppo carico all’arto operato o tento di salire un gradino.
    Dimenticavo che ad ogni controllo in ospedale ho trovato un ortopedico diverso, con diverse scuole e indicazioni: qualcuno miha prescritto il Deca-Durabolin, l’ultimo afferma che sono guarita con postumi, che mi devo tenere i dolori e tra 2 o 3 anni inserire una protesi (dopo aver saputo che ho quasi 58 anni).SONO VERAMENTE DEPRESSA! Desidero solo riprendermi la mia vita, il mio lavoro, il mio iperattivo interesse per il mondo.
    Che fare?Imma

    RISPOSTA

    Buona sera. Difficile rispondere senza poter vedere il ginocchio con Rx grafie o RNM. Il problema in una fratt. del piatto tibiale è comunque sempre la cartilagine. Mentre l’osso si riforma, la cartilagine no. Sono d’accordo con il collega che Le ha consigliato la sospensione della fisioterapia. Potrebbe sostituirla in meglio con cyclette o bicicletta e nuoto. L’acido ialuronico a mio parere non serve a nulla. Credo che chi le ha prescritto il Deca- Durabolin, lo abbia fatto con il proposito di prevenire un’eventuale algodistrofia, che comunque potrebbe essere prevenuta in modo più naturale e con più efficacia dal movimento (cyclette o bicicletta e nuoto). Anche camminare va molto bene, naturalmente a tolleranza fino a che il dolore lo consente.
    Grazie, cordialmente.
    D.S. Brocchetta