DOMANDA
Carissimo Professore,
sono una ragazza di 25 anni alle prese con il suo primo rapporto sessuale…. .Non riesco più a tenere “a bada” il mio ragazzo e, questo a causa della mia paura a donarmi totalmente….., una sorta di blocco che mi porta a fuggire da tale esperienza.
Vorrei sapere anzitutto perchè ho così paura ed ancora se usare la pillola contraccettiva può avere delle ripercussioni ai fini riproduttivi…. .
Per concludere qual è il metodo contraccettivo più sicuro e meno “ingombrante” ai fini del piacere sessuale.
Sicura di una Sua risposta colgo l’ occasione per porgerLe i miei saluti….
DANIELA
RISPOSTA
Nella vita si possono avere anche molte migliaia di rapporti sessuali.
Alcuni esaltanti, altri molto meno.
Ma ce n’è uno davvero speciale, e che non si dimentica mai: è il primo, quello che segna l’ingresso nella sessualità adulta.
Un po’ per il cambiamento dei costumi, un po’ per il progressivo abbassamento dell’età in cui si raggiunge la maturità sessuale, i ragazzi italiani di oggi vivono la loro prima volta in media a 18,7 anni, e le ragazze a 21,7: prima dei loro genitori, e molto prima dei loro nonni.
Più tardi invece rispetto ai fratelli e alle sorelle maggiori nati tra il 1961 e il ’65, che hanno avuto il loro primo rapporto completo a 18 e 19,4 anni.
Il “record” di precocità accertato spetta tuttavia a chi frequentava i licei romani tra il 1975 e il 1985: 15,2 e 15,6 anni.
Da un generazione all’altra, però, alcuni dei fantasmi che circondano la “prima volta” sono rimasti gli stessi.
Non è invece un fantasma la paura, che hanno tutti e due, di una gravidanza indesiderata.
A quest’età, infatti, il ciclo può essere ancora irregolare, e l’ovulazione può avvenire anche nei momenti che si considerano più sicuri.
Ancora oggi, invece, una coppia di adolescenti su quattro non usa alcun anticoncezionale, e si affida solo alla fortuna.
Anzi, alla sfortuna, dal momento che ogni anno sono circa 12.000 le minorenni che ricorrono all’interruzione della gravidanza legale, e altre 6-7.000 a quella clandestina.
Spesso, tuttavia, i più ansiosi sono i genitori, i quali dovrebbero invece lasciare che i figli, sia maschi che femmine, vivano nel modo più sereno possibile questo momento, tra i più importanti in questa età di passaggio alla vita adulta.
La cosa migliore è comportarsi come con la patente.
I genitori dovrebbero infatti accertarsi che i figli conoscano il codice della strada, cioé come sono fatti e come si fa nascere un bambino, e che usino la cintura, cioé che sappiano come evitare una gravidanza e le malattie trasmesse sessualmente.
E limitarsi poi a raccomandare loro di non correre troppo.
Ma come sarà, poi, questa famosa “prima volta”?
– La prima volta non è necessariamente la più bella, non è come al cinema. Ci possono essere dei problemi, o comunque goffaggini e imbarazzi.
– L’importante è viverla senza drammatizzarla, e senza caricarla di significati eccessivi.
– E se la prima volta non è andata benissimo, non importa. Ce ne sarà una seconda, magari migliore, poi una terza…
Amare infatti è un’arte, che va imparata con l’esperienza.
Infine, la pillola è il più efficiente degli anticoncezionali, ma l’unico che protegge lalle malattie sessualmente trasmesse è il profilattico.