precisazioni intervento ipertrofia prostatica

    DOMANDA

    Gent.mo Prof. Zattoni, la ringrazio per la rapidità della sua risposta e mi scuso per le informazioni insufficienti. A giugno l’eco addominale evidenziava una prostata “allo stadio sovrapubico con volume di 70 cc e aggetto adenomiomatosico inrtravescicale di 18 mm” e residuo postminzionale di 260 cc. A ottobre dopo 4 mesi di urorec 8 mg “la prostata ingrandita anche a carico del lobo medio ha volume di 60 cc e la vescica mostra pareti lievemente ispessite. Il residuo postminzione è zero e il getto molto buono, mentre prima era scarso e strozzato. Ora ho urgenza minzionale 30-45 minuti dopo aver bevuto ma non sempre, urino normalmente, ma ho anche la paranoia di non svuotarmi e quindi a volte vado in bagno anche ogni ora senza stimolo, la prima volta e la seconda urino, la terza no. Per ematuria di novembre ho fatto cura 5 giorni con tavanic, che mi ha fatto sparire completamente i bruciori continui che avevo da due mesi alla minzione e alla pressione del pene.Secondo lei fino a quando posso ritardare l’intervento, e quale mi consiglia fra la chirurgia a cielo aperto. l’endoscopoico col laser e l’endoscopico nornmale? Cosa intende quando mi suggerisce la resezione? La TURP? Mi consiglierebbe intanto un primo intervento miniinvasivo per rimandare l’eiaculazione retrograda e poi fra qualche anno farne un secondo risolutivo dell’ipertrofia? Quale tecnica delle tre crea minori rischi di impotenza, incontinenza e retrograda? Quali sono i tempi di recupero postintervento? Grazie!

    RISPOSTA

    Egregio signore,
    il momento dell’intervento è deciso in base ai sintomi lamentati dal paziente e in base alle evidenze che si ottengono dagli esami. Mi spiego meglio, la presenza di un ristagno vescicale importante e di un getto scedente, meglio se misurato con l’uroflussometro, inducono alla disostruzione. Ora, a mio parere, fare un qualche cosa che rischia di non risolvere il suo problema, solo perchè etichettato come miniinvasivo, con la necessità di ritornarci sopra nel breve, non mi pare una grande idea! La disostruzione comporta un certo rischio di retroeiaculazione ed è indipendente dalla tecnica. Io farei la TURP, perchè la ritengo tuttora la migliore strategia per un caso come il suo. Pur disponendo anche del laser. Quello che potrebbe essere proponibile, ma dipende dalla anatomia prostatica che si vede solo al momento dell’intervento, e che comunque potrebbe non essere procedimento definitivo!, potrebbe essere una demolizione del lobo medio (che vedo essere presente nel suo caso) e una minima resezione dei lobi laterali. Questo in alcuni casi molto selezionati e, ripeto, laddove sia fattibile, da un lato riduce il rischio di retroeiaculazione e dall’altro garantisce uno svuotamento adeguato. L’impotenza e l’incontinenza sono eventi rari e assolutamente incidentali.
    Cordiali saluti,
    Filiberto Zattoni