DOMANDA
Gentile Prof. Carrabba,
Ho 26 anni. Dall’età di 22 ho iniziato a manifestare forti dolori nelle ossa del bacino, i quali mi procuravano grande disagio anche durante il sonno (difatti non potevo dormire di lato, perché il dolore era insopportabile e si diramava lungo l’intera gamba – la sinistra con maggior intensità e frequenza). Più in là ho manifestato dolori persistenti anche sulle spalle e sulle braccia, e spesso mi svegliavo quasi paralizzata dal dolore. Sono stata da un reumatologo, il quale mi ha consigliato prima un RX al bacino (il quale non ha riscontrato alcun focolaio infiammatorio) e poi una risonanza magnetica (anche questa negativa). E’ giunto alla conclusione che si trattasse di artrosi di origine entesopatica (ciò anche grazie all’anamnesi familiare). Mi fu prescritto l’Arcoxia 60 mg (in base al peso), che assumevo quando il dolore diveniva persistente. Con l’andare del tempo i dolori si sono diradati fino a sparire quasi del tutto, ma si è presentato un nuovo sintomo. Io ero una persona molto attiva che faceva jogging (per quello che il mio corpo mi consentiva) circa 3 ore a settimana. A seguito di una semi-paralisi della gamba sinistra (dovuta ad un forte dolore alle ossa) ho dovuto rinunciare a correre (anche a causa di una infezione alle vie respiratorie che mi ha causato l’asma bronchiale). Questo però è il male minore. Non riesco più a stare in piedi o a camminare per più di un tot periodo di tempo, perché mi vengono forti dolori alla schiena, le gambe mi si appesantiscono, ed ho i crampi ai piedi. In più, a volte ho la sensazione di dover svenire e, se mi affatico troppo, sopraggiungono delle tremende emicranie. Ad essere interessate sono anche la zona lombare e la colonna vertebrale. In più, ci sono giorni in cui mi sveglio più stanca di quando ero andata a dormire. Avverto la stessa spossatezza che si avverte quando si ha la febbre, e le gambe e la schiena mi fanno male. Ho provato ad assumere vitamine (nel caso in cui si trattasse di una carenza vitaminica), ma la situazione non è cambiata. I medici non riescono a darmi alcuna spiegazione, e le analisi del sangue non rivelano nulla. Secondo il suo parere di professionista, di cosa potrebbe trattarsi? E’ tutto riconducibile alla diagnosi di artrosi di origine entesopatica? La ringrazio per il tempo dedicatomi.
RISPOSTA
Difficile rispondere senza una valutazione clinica diretta. In via ipotetica potrebbe trattarsi di un quadro fibromialgico. Tuttavia vi sono fibromialgie primitive (non accompagnate da altre affezioni) e secondarie (associate ad affezioni da identificare caso per caso). Sta alla competenza e all’esperienza del reumatologo stabilire la diagnosi definitiva e la terapia da impostare che ovviamente cambierà a seconda dei casi. Tenga conto che nessuno ha l’artrosi a 26 anni. Pertanto occorre indagare meglio il suo caso rivolgendosi a una struttura reumatologica qualificata (sito www.reumatologia.it, cliccando su strutture). Altrimenti sono a sua disposizione.