Problema di frustrazione

    DOMANDA

    Gentile Dottore, sono una ragazza di 37 anni. Tempo fa mi sono laureata in ritardo, a 30 anni. Ho avuto la possibilità di poter avere tutto, ed ora con rimpiango amaramente il passato. Inoltre finiti gli studi mi sono ritrasferita nel mio paese che ho rinnegato quando ho iniziato gli studi in città, ed ogni giorno mi ritrovo a convivere con persone che non hanno avuto le mie stesse possibilità. Inoltre non sopporto il tempo che passa, ho ancora riminiscenze di infantili e adolescenziali e sono sempre nervosa e cattiva, anche negli atteggiamenti. Non riesco a guardare neppure in viso gli altri perchè li guardo con sguardo di astio. (Non so se è anche dovuto al fatto che mi manca la vita universitaria e la città e magari il paese non lo sento il mio ambiente)..E’ un problema di adattamento?..Mi aiuti perchè ogni giorno è una sofferenza e non riesco a rapportarmi con nessuno, ed inoltre a questo si aggiungono le incombenze della vita: il mondo del lavoro ed i genitori che non sono una figura sicura come prima. P.S. la mia domanda verrà pubblicata? Preferirei di no se possibile..La ringrazio e le auguro un buon lavoro, distinti saluti

    RISPOSTA

    gentile signorina,
    la sua lettera esprime certamente una esperienza di profonda frustrazione e insoddisfazione esistenziale con la quale è chiaramente per lei difficile convivere,anche perchè, a quanto mi dice, ne risente profondamente la relazione con gli altri, che contribuisce a circolo vizioso alla sua già elevata sofferenza. In queste condizioni, l’unica via possibile è cercare di comprendere le possibili origini di tanto disagio e , soprattutto ,cosa ella può fare per uscire da questa situazione. In genere è difficile fare tutto questo da soli ed è per questo che le consiglierei di chiedere un aiuto professionale ad uno/na psicoterapeuta. Per quanto riguarda la sua lettera, le posso assicurare che, a quanto mi risulta, esse vengano indirizzate allo specialista interessato e non vengono rese pubbliche