DOMANDA
Gentile dottor Mian, non so se dovrei scrivere ad un dietologo piuttosto che a Lei, ma mi trovo in una situazione di forte allarmismo. Le scrivo la mia storia in modo molto breve: al momento ho 20 anni, a 17 anni e mezzo ero arrivata al peso di 121,600 kg, ovviamente mangiando tanto di tutto e non muovendomi per nulla, non ci sono cause terze. Raggiunto quel peso era impossibile per me la deambulazione a causa di una brutta borsite all’anca che stava prendendomi anche il ginocchio, dopo numerose cadute e visite, la paura della sedia a rotelle mi ha convinto ad iniziare un percorso con un medico specialista. Da lì ad ora, in quasi due anni, ho perso 63 kg, sono alta 1,70 m e peso 60 kg, faccio molto sport e via discorrendo. Mi chiederà lei, dove è il problema? Il problema è che sono ossessionata da quel che mangio io e da quel che mangiano gli altri, mi impongo digiuni immotivati solo per poter “soddisfarmi” con abbuffate incontrollate per poi essere invasa da sensi di colpa allucinanti che mi portano ad attimi di vuoto, come se non controllassi le mie azioni, e nel momento in cui riprendo “conoscenza”, se così si può dire, sono chinata sul gabinetto con le dita in gola. Non sorrido mai, non rido, non scherzo e sono sempre molto irritata e nervosa. Non mi piaccio per nulla, vedo sempre grasso su cosce e fianchi e guardo di continuo le ragazze più magre di me. Faccio due ore di palestra il giorno, se ne faccio meno salto la cena. Ho bisogno di aiuto, lo sento, ma non so come reagire.
Grazie.
RISPOSTA
Gentile ragazza,
anche se ha avuto un percorso che reputo di successo insieme al suo medico rispetto al calo di peso, permangono, comportamenti e pensieri ossessivi verso il cibo ed episodi di alimentazione incontrollata con il vomito autoindotto come compenso dopo la presa di coscienza di quanto ingurgitato.
Tutto questo e’ di certo un problema e non deve essere assolutamente preso alla leggera.
Le consiglio di fare un diario alimentare (www.emanuelmian.it/DIARIOALIMENTARE.PDF¿) e di vedere alcuni suoi comportamenti se corrispondono a questo sito: www.anoressiabulimia.it.
Prima affronta il suo problema nel “mondo reale” e prima potrà riprendere un rapporto ottimale con il cibo ed il suo corpo.
Quando alterna periodi di digiuno ad altri di alimentazione smodata, oltre a vanificare i suoi indubbi sforzi, perche’ il vomito non la fara’ scendere di peso, portera’ il suo organismo alla confusione circa il senso di fame e sazietà.
Inutile dirle che quanto sta facendo mantiene l’alimentazione disturbata e non l’aiutera’ a “piacersi di più” o ad aumentare l’autostima.
Non solo, e’ presente, da quanto mi scrive, un continuo confronto con gli altri che, unito all’insoddisfazione corporea ed all’umore basso, rendono la situazione di certo non semplice.
Fare sport quotidianamente inoltre, non sarebbe degno di nota se non quando questo diventa anch’esso fonte di preoccupazione e modifica il comportamento alimentare se non svolto.
Ha fatto bene a scrivermi e farà ancora meglio se, nel mondo reale, si rechera’ presso un centro della sua città che si occupi di disturbi del comportamento alimentare per una valutazione diagnostica e un eventuale percorso terapeutico.
Non si rivolga unicamente ad un dietologo, in quanto la dieta adesso non è di certo la soluzione ma deve essere una parte di un percorso di cura più complesso.
Percorso (con psicologo, psichiatra e dietista) che se intrapreso sin d’ora, vista la sua giovane età, ed il riconoscimento da parte sua di avere un problema, le permetterà di poter guardare al futuro con speranza.
Se è riuscita a scendere a patti in passato con l’alimentazione, ed ora questo sembra non bastare, significa che è tempo di affrontare ciò per cui il cibo è funzionale.
In sintesi, sarà utile lei comprenda le diverse strategie per affrontare le difficoltà della vita che non sono rappresentate di certo dal ricorrere al digiunare o all’abbuffarsi.
Lei non è solo il suo peso, ma è molto di più.
Non lo dimentichi mai.
In bocca al lupo per tutto, di cuore.
Emanuel Mian