problemi d’ansia ed effetti ansiolitici

    DOMANDA

    Preg.ma Drs. Bellodi, buonasera.
    Come padre sono preoccupato per mio figlio, un ragazzo di 21.
    Aveva studiato assiduamente e superato il concorso a Medicina, poi, dopo alcuni esami si è fermato. Non riesce a studiare e leggere. Ha l’ansia una aggressione psicosomatica con i disturbi più svariati, intestino gonfio, flatulenza eccessiva, grampi allo stomaco, mal di schiena ecc. Da ultimo, l’ho visto sbattere la testa con un movimento semicircolare, girare il capo velocemente sia alla parte destra che sinistra con una contrazione finale di rilassamento. Quando gli viene questo “tic” che lui afferma può controllare, sorride, non si preoccupa, perchè ha una distensione dei muscoli finale, sensazione che per lui è piacevole ed afferma che anche questo è ansia. Non vuole prendere farmaci, afferma che gli ansiolitici (Xanax) gli fanno un effetto contrario e lo fanno star male per alcuni giorni. Se noi genitori insistiamo diventa nervoso afferma che deve fare quello che vuole (non è aggressivo). Esce a giorni alterni con la sua ragazza, pratica lo sport, nuoto quasi a giorni alterni, da quando era piccolo, sta a casa tutta la giornata,sul divano al computer. Afferma che la meditazione lo aiuta e da quanto la pratica sta meglio.
    Può guarire resistendo come sta facendo, a cosa va incontro rifiutando la terapia farmacologica?
    La terapia farmacologica aumenta le probabilità di guarigione; può guarire con la psicoterapia con con i citati disturbi,può aggravarsi?
    Grazie Infinite

    RISPOSTA

    dalle informazioni che lei fornisce emerge un quadro sicuramente di significato clinico. Il che significa che il ragazzo necessita di una visista specialistica al più presto considerato che la condizione in cui si trova ha già modificato in modo significativo la sua quotidianità impedendogli di continuare gli studi che sicuramente aveva scelto con forte motivazione.
    sia che il rifiuto di terapie (ma prima delle terapie viene la diagnosi e fin qui non ne è stata fatta alcuna…) sia dovuto a ritrosia e pudore circa la qualità dei sintomi, sia che esso sia dovuto a scarsa consapevolezza della sintomatologia, è necessario sollecitarlo a non lasciare che il tempo passi, perchè la situazione può solo peggiorare e non c’entra, se non poco o nulla, lo stress dello studio. una chiacchierata con un medico non ha mai fatto male a nessuno…