problemi di comportamento

    DOMANDA

    Gentile Dottoressa, ho un bambino di quasi quattro anni che attualmente è seguito presso l’asl della nostra città da una terapista di neuromotricità. Il bambino fa due sedute a settimana di circa un’ora su indicazione della neuropsichiatra. Il bambino avrebbe difficoltà a esprimere le proprie emozioni e a modularle nelle varie situazioni.
    Da’ spesso risposte non coerenti o attinenti alle domande che gli vengono poste.
    Negli ultimi tempi, dopo circa due mesi di terapia, ha peggiorato all’asilo, il suo comportamento: non risponde alle domande che i suoi compagni gli rivolgono, è piu’ aggressivo con episodi ricorrenti di pugni e graffi ai coetanei.
    Anche a casa è piu’ nervoso e aggressivo…fa il pugno, non accetta i “no” e non ascolta.
    Volevo chiederle un consiglio sull’opportunità di continuare la terapia e su come posso comportarmi nei suoi confronti a casa.
    La ringrazio, distinti saluti
    Silvia

    RISPOSTA

    Credo sia molto importante chiarire i suoi dubbi anche con la neuropsichiatra e con la terapista che lo segue. Ad esempio può succedere che il motivo di questi comportamenti sia di fatto una scarsa comprensione del contesto, come sembra evidente dal fatto che a volte fornisce risposte che semrbano incoerenti. E’ probabile che si possa aiutarlo ricorrendo il più possibile ad elementi concreti anche quando diamo istruzioni verbali, ad esempio fornendo un supporto visivo. Per fare un esempio, se all’asilo gli viene chiesto verbalmente di smettere di giocare, e lui in quel momento è troppo concentrato sul gioco e non ascolta, o non comprende bene tutto quello che è stato detto, per lui sarà come se gli avessero improvvisamente tolto il gioco senza motivo e potrebbe reagire male, mentre se ci fosse vicino un segnale che si riferisce al gioco e nel momento in cui il gioco finisce mentre gli si dice di smettere si fa vedere che il segnale viene messo via, a quel punto gli è molto più chiaro cosa deve fare, e forse non reagisce in quel modo.
    Purtroppo spesso il comportamento viene letto solo nel momento in cui accade e non viene fatta una corretta analii funzionale di quello che è successo prima e dopo. Ne parli con l’equipe che segue il bambino. Il comportamento problematico è spesso l’unico modo che ha il bambino di comunicare un disagio, e il contesto solitamente lo rinforza con la sua reazione.