DOMANDA
Cara Maria Martello
le scrivo per avere un punto di vista esterno alla situazione che stò vivendo e riguardo alle difficoltà che vivo quotidianamente.
Il mio nome è Anna e ho 21 anni. Ho vissuto fino ai miei 19 anni con la mia famiglia, poi mi sono trasferita in Inghilterra e convivo qui con il mio ragazzo. La ragione più evidente per cui ho deciso di trasferirmi è stato per avere indipendenza dai miei genitori. Da sempre ho avuto un rapporto conflittuale con loro, ma soprattutto con mio padre. Da loro dipende il fatto che ho sempre avuto una bassa autostima(mai avuto supporto morale da loro). Da quando vivo con il mio ragazzo ho problemi di comunicazione con lui,penso di non essere alla sua altezza, non riesco a comunicare i miei stati d’animo, non dico ciò che penso per paura delle sue reazioni, non mi sento libera di essere me stessa e fare tutto ciò che voglio. Alcune volte mi chiudo in bagno e piango per sfogare tutto ciò che tengo dentro. Ho provato a parlarne con lui ma dice che devo essere io la prima a comunicare ma ancora non sò da dove e come partire. Spero che lei possa darmi un’aiuto per iniziare ad evere un rapporto sano con me stessa e la mia autostima.
La ringrazio in anticipo.
Anna
RISPOSTA
Cara Anna,
proprio qui è il problema: perchè ti stimi poco? L’autostima non ci piove dal cielo; ce la costruiamo talvolta a fatica, mettendo in gioco le nostre capacità. Questa è la strada per imparare a conoscere le proprie forze. Ti blocca la paura di perdere l’altro se sei te stessa? E non solo : la paura ti porta a idealizzare l’altro? La vita è rischio, è vero ma accettalo e mettiti in gioco!
Può andar bene e può andar male. Questo non deve incidere sulla fiducia nelle proprie capacità. Dall’esperienza si impara.Ma se non misuri la tua forza non saprai mai quanta ne hai.
Perdere una battaglia non è come perdere una guerra. E’ questo atteggiamento di accettazione della realtà che migliora la nostra condizione di adulti e che fa crescere il livello di autostima.
Al tuo ragazzo non penso che piaccia convivere con una persona che evita il confronto, cosa che invece renderebbe la quotidianità più interessante anche se talvolta condita di eventuali scaramucce (o più interessante proprio per questo). Temi di sbagliare? Nessuno è perfetto. L’errore ci appartiene.
Importante nella comunicazione non è tanto quello che si dice, ma come lo si comunica. Parlare col tuo ragazzo di ciò che ti piace o ti preoccupa con semplicità e naturalezza è un modo per dargli la possibilità di starti accanto e imparare ogni giorno di più a conoscerti e a volerti bene.
Hai ragione quando dici che devi instaurare un sano rapporto con te stessa. La prima forma di sano rapporto è proprio il dialogo con la parte più profonda di te, con le tue emozioni. E allora questo dialogo con te stessa può divenire una specie di allenamento ad aprirsi al dialogo con l’altro, magari incominciando a dare un nome ai tuoi stati d’animo, alle tue risposte emotive, analizzandole criticamente e in profondità per conoscerle e utilizzarle in modo da rendere più costruttiva la relazione col tuo ragazzo.
Un buon alleato in questo esercizio può essere un semplice foglio di carta bianca su cui in via riservata buttar giù, senza preoccupazioni formali di sorta, i tuoi sfoghi personali, oggettivandoli a te stessa. E’ liberatorio, ma serve anche a riflettere sui cambiamenti ( inevitabili)che si produrranno nel tempo e ti daranno la dimensione del tuo cammino verso l’acquisizione di una maggior fiducia.