DOMANDA
Buonasera, il 20 ottobre mia madre, 59 anni, è stata sottoposta ad un intervento al femore, in seguito ad una rottura diafisaria. Le è stato inserito un chiodo endomidillare e due chiodi, uno all’altezza del ginocchio e l’altro alla testa del femore. E’ stata ricoverata per un mese circa in una clinica di riabilitazione, presso la quale sono state effettuate delle lastre di controllo, prima della dimissione, e sembrava che tutto andasse bene. Avendo sempre continui dolori, che sono aumentati nel tempo, e non riuscendo a camminare bene ha fatto delle lastre dalle quali risulta che la frattura non si è consolidata; si vede l’inizio di formazione di callo osseo, ma in minima parte. Ci è stato suggerito dal medico di famiglia di farla operare nuovamente, altrimenti di iniettare delle fiale che aiutano la formazione del callo. Potrebbe darmi un consiglio, per favore? Ho dimenticato di informarla sul fatto che questa gamba ha avuto degli altri problemi. In seguito ad un aneurisma con conseguente ischemia transitoria, ha subito una paralisi temporanea dell’arto, superata con della fisioterapia.
grazie.
RISPOSTA
È impossibile dare dei consigli senza poter visionare delle radiografie, i fattori di crescita possono aiutare in casi selezionati, un aiuto potrebbe averlo anche da stimolatori del callo esterni.
Saluti Elvio Novarese