DOMANDA
Salve dottore, sono nato nell’ottobre del 1963 e vengo a chiedergli delle delucidazioni in merito alla mia situazione clinica che vando ad esporre. Premetto che faccio sport ininterrottamente da quando avevo 6 anni (pattinaggio, calcio, ed ora ciclismo). A settembre 2011, faccio il mio primo controllo del PSA pressato da amici e parenti, dal quale si riscontra un valore di 3,85ng/ml su valore di riferimento fino a 5. Dato che rientravo era all’interno del va. di rif. non gli davo peso, ma sempre forzatamente, ho fatto una eco transerettale dove si consiglia visita urologica a causa del parenchima periferico modicamente disomogeneo con rilievo di aspetti pseudonodulari tenuamente ipoecogeni a localizzazione mediana d’ambo i lati del d. max cm 0.8. Mi prescrivono una cura con integratori X 1 mese. Il successivo valore PSA risulta 4.64 su 5 ed un’altro 4.37 su 4. Mi prescrivono un’altra cura con diversi integratori x 2 mesi. Il successivo valore psa risulta 4.22 su 4. A questo punto mi prescrivono antibiotico x 3 mesi. Successivo PSA 4.97 su 4. Con nuova eco tutto è nella norma, mi si consiglia controllo a 6 mesi senza ulteriori cure. Oggi il psa risulta di 6.12 su 4 e la nuova eco, pur essendo nella norma x dimensioni e morbidezza evidenzia una piccola macchia xcui mi prescrivono biopsia. Preciso che io nn avverto nussuna sintomatologia riferente i disturbi prostatici, ma comincio a preoccuparmi per le mie attività, in 1° quella sessuale ed in 2° per quella ciclistica. Aiuto
RISPOSTA
Buongiorno,
il valore d i riferimento del PSA valido da un punto di vista clinico non corrisponde spesso a quello indicato sul foglio del laboratorio.
Per esempio un soggetto della sua eta’ dovrebbe avere un PSA inferiore a 2.0 ng/ml.
Un valore di 3.0 poi crescente fino a oltre 4.0 ng/ml necessita sempre di un accertamento bioetico.
Il sospetto e’ quello di un tumore maligno prostatico che :
1. non si vede in fase iniziale con una ecografia (e quindi il risultato della ecografia non serve a decidere se eseguire o no una biopsia prostatica)
2. non si associa ad alcuna sintomatologia.
Purtroppo questi tumori sono molto frequenti e sempre di più’ inuma popolazione fra i 40-60 anni di eta’.
Quindi la biopsia prostatica e’ necessaria per arrivare ad una eventuale diagnosi precoce o escludere la presenza di tumore prostatico.
Sicuramente il ciclismo non e’ lo sport ideale per la prostata, sollecitando la stessa e favorendo processi di infiammazione che possono cronicizzare e poi in un secondo tempo incominciare a dare sintomi fastidiosi che difficilmente dopo cronicizzazione si riesce a risolvere con terapie mediche.
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra
Coordinatore Prostate Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ Sapienza
Roma