PROCREAZIONE M.A. ALL’ESTERO

    DOMANDA

    Gent.le Dr. Cetera,desidero chiedere un suo parere in merito a una valutazione che sto facendo con mio marito.

    Ho 44 anni e, per motivi che non sto ora a esporle, sto solo ora cercando ostinatamente il primo figlio.Io e mio marito non abbiamo patologie particolari,l’unico vero ostacolo che mi sento ripetere continuamente da vari medici è che sono BIOLOGICAMENTE VECCHIA!L’attribuzione di questo aggettivo non mi spaventa perchè ne sono pienamente consapevole,da lei desidero un passo oltre al semplice giudizio anagrafico e le chiedo:è davvero necessario rivolgersi ai Centri di PMA esteri (solitamnete privati) per avere possibilità concrete di avere un figlio oltre i 44-45 anni?So bene che nè all’estero nè in Italia si possono avere certezze di successo in questo ambito ma vorrei tenermi stretta la convinzione o forse illusione che in Italia ci sono Centri altrettanto validi,anche pubblici,dove potersi rivolgere superati gli “anta”. Mio marito non è convinto in tal senso.La ringrazio!G.C.

    RISPOSTA

    i famosi “anta” in effetti sono un grosso ostacolo,visto che è assodato che dopo i 35 anni c’è una diminuizione importante della fertilità della donna e ancor di più dopo i 40.ma io direi prima di andare all’estero di sentire altri centri qui in italia non solo privati.nel nostro per esempio prima di non accettare la coppia per limiti di età facciamo alcuni esami che permettono di vedere la riserva ovarica e quindi la effettiva età biologica della paziente:il dosaggio dell’FSH e il conteggio dei follicoli antrali.se sono buoni a mio parere è giusto provare anche se la età è importante e il successo è raro.ma ci sono(e non solo da me)stati casi con esito positivo