DOMANDA
Gentile dott. Sciarra, le chiedo un suggerimento su quanto segue. Mio padre, 80 anni, è sotto controllo da alcuni anni per via del PSA sempre più elevato. A giugno 2008, PSA intorno a 13, è stata eseguita una prima biopsia, (“Frammenti agobioptici di pertinenza lobo dx e sx per la gran parte esenti da lesioni di rilievo. In una limitata area dei frammenti lobo dx l’epitelio di rivestimento di alcune ghiandole è monostratificato con qualche nucleolo).
La biospsia, ripetuta a tre mesi di distanza, dà esito “Frammenti(…)con aspetti di iperplasia glandulo-stromale e note di flogosi cronica). E’ curato come infiammazione, il PSA oscilla nei mesi successivi tra 13 e 9 (aprile 2009), per risalire fino ad arrivare a 16-17 a febbraio 2010. Viene eseguita la terza biopsia, con esito simile alla seconda.
Tra febbraio 2010 e febbraio 2011, crescita del PSA fino ad arrivare a circa 28. Nuova biopsia a febbraio 2011: “6 inclusioni.5 inclusioni, ghiandole prostatiche di aspetto iperplastico. 1 inclusione lobo sx: minuscolo frammento di mucosa uroteliale con displasia di alto grado dell’epitelio transazionale di rivestimento. Assenza di elementi ghiandolari prostatici. Consiglio di controllo citoscopico (non eseguito).
ECG addome non dà rilievi particolari.
Nel frattempo, un altro consulto medico avvia la cura con ANDROCUR, una fiala ogni 3 settimane. PSA è sceso subito a 8 e poi si è stabilizzato intorno a 5, comunque più elevata. La cura è in atto. Può darmi il suo parere, per favore?
RISPOSTA
Buongiono,
generalmente all’eta’ di 80 anni non dovrebbe essere eseguito ne il PSA ne biopsie prostatiche perche’ il tumore prostatico insorto a questa eta’ non riesce a dare problemi di sopravvivenza.
Nonostante questo molto spesso i medici insistono con queste procedure.
Il paziente ha eseguito ben tre biospie negative per tumore prostatico.
Penso che sarebbe il caso di initerrompere queste procedure ed essere meno invasivi con il paziente.
Probabilmente una terapia con dutasteride per ipertrofia prostatica potrebbe essere sufficiente.
Androcur e’ un farmaco antiandrogeno per tumore prostatico , dato senza in realta’ una diagnosi di carcinoma prostatico ( anche questa procedura viene spesso eseguita da molti medici).
Il PSA si e’ ridotto come ci si poteva aspettare ( o perche’ androcur ha comunque agito su una voluminosa ipertrofia prostatica responsabile dell’aumento del PSA o perche’ era presente un piccolo tumore prostatico non caratterizzato dalla biopsia ed il farmaco ha ridotto la sua produzione di PSA e sua crescita ulteriormente).
L’attenzione deve essere data soprattutto a non creare effetti collaterali legati alla terapia medica in un paziente anziano senza evidenza istologica di tumore prostatico e comunque con un eta’ in cui il tumore prostatico generalmente non crea alcun problema.
Se si decide quindi di persistere con la terapia in corso sara’ importante verificare l’assenza di effetti collaterali.
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra
Prostate Cancer Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ sapienza
Roma