DOMANDA
Salve, il mio compagno (49 anni) soffre da qualche anno di prostatite con un valore del PSA che si aggira intorno a 600 ca. e una frequenza nell’urinare molto corta e impossibilità nel trattenere l’urina al momento dello stimolo. Da quando ha scoperto di avere la prostata notevolmente ingrossata si e’ rivolto immediatamente ad un urologo che, dopo vari esami, gli ha somministrato il Teraprost. Dopo un paio di anni di cura, non avendo avuto alcun beneficio ne’ diminuzione di volume prostatico e PSA, da un paio di mesi sta assumendo al mattino l’Avodart e alla sera il Silodyx. Dal punto di vista della frequenza nell’urinare diciamo che va un po’ meglio, anche se non riesce a trattenere l’urina se non per qualche istante. Dopo qualche giorno i medicinali hanno iniziato a manifestare i primi effetti indesiderati e in particolare un forte fastidio ai testicoli dopo ogni rapporto sessuale, nonché l’assenza totale di sperma. 1) è normale questo forte fastidio? 2) e’ dovuto quindi all’assunzione del Silodyx? 3) c’e’ qualcosa che ci consigliate per fargli diminuire il valore del PSA nonché il volume prostatico? Oppure dobbiamo perdere ogni speranza e pensare ad una eventuale futura operazione oppure convivere con questi medicinali? vorremmo anche capire se abbiamo intrapreso con l’Avodart la strada giusta. dal punto di vista dell’alimentazione questa e’ molto corretta e tutte le precedenti abitudini alimentari sono state modificate nel rispetto della problematica. Grazie….
RISPOSTA
Buongiorno,
un valore di 600 ng/ml di PSA confermato a piu’ rilevazoni, come quello da lei esposto, indica quasi sempre una patologia tumorale in fase metastatica e richiede quindi sempre un accertamento con biopsia prostatica, risonanza magnetica della prostata multiparametrica ed addome-pelvi e scintigrafia ossea total body.
Alessandro Sciarra